le cose non torneranno alla normalità. I giovani giocheranno un ruolo attivo nella distruzione o nella creazione di un nuovo mondo. Questo è straordinario
Jon Savage
Se qualcuno, leggendo il titolo, ha pensato che mi stessi riferendo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza recentemente varato dal nostro Presidente del Consiglio, lo avviso subito che è sulla cattiva strada.
Da genitore di una splendida ragazza di diciannove anni, sono infatti molto interessato alle dinamiche che riguardano le nuove generazioni e ho letto con interesse (e anche non poca fatica visto che è scritto in inglese…) i risultati di una recente indagine condotta sul mondo dei millennials da parte di Deloitte (The Deloitte Global Millennial Survey, 2020).
L’indagine ha riguardato i giovani di 13 paesi nel mondo (tra i quali l’Italia) e descrive come questi abbiano vissuto la crisi pandemica e in che modo questa abbia cambiato la loro visione dei bisogni futuri.
Innanzitutto emerge una generazione appunto resiliente, ovvero dotata di uno spirito forte e capace di affrontare le nuove sfide imposte dal Covid-19, ma allo stesso tempo anche ansiosa e preoccupata per il proprio futuro.
Ecco in sintesi alcuni punti interessanti:
- Al primo posto tra le preoccupazioni future i Millennials mettono le prospettive finanziarie e professionali a lungo termine. Queste riescono persino a superare il desiderio di benessere della famiglia!
- Emerge anche una certa apprensione per le conseguenze che la pandemia porterà sulla salute fisica e mentale.
- Rimane molto alta l’attenzione dei giovani verso le questioni ambientali tanto che il 75% dei giovani dichiara di aver già intrapreso, o di volerlo fare, comportamenti “green” per proteggere il pianeta.
- Rimane altissimo il rapporto con la tecnologia che viene ritenuto “essenziale” tanto che anche prima della crisi, oltre il 70% dei giovani europei ha ammesso di non poter vivere senza smartphone e connessione in rete.
Ok, direte voi. Ma tu non facevi il consulente finanziario? Da quando sei diventato anche sociologo?
Visto, allora, che “di mestiere” faccio il consulente finanziario, vediamo di capire insieme quali suggerimenti posso dare alle nuove generazioni. Non prima, però di aver affrontato altri aspetti che caratterizzano il rapporto che queste hanno con il mondo della finanza.
I giovani italiani faticano a mettere soldi da parte. I pochi che ci riescono preferiscono mantenere la liquidità sul conto o ricercano strumenti poco rischiosi (solo il 6% dei giovani compresi tra i 26 e i 35 anni ha sottoscritto un fondo comune d’investimento e in pochissimi investono nel mercato azionario). Da questa scarsa attitudine al risparmio, in parte dovuta anche alla situazione di crisi che attraversa il nostro paese, emerge comunque una scarsa attenzione verso le esigenze future, preferendo di gran lunga la soddisfazione di bisogni (o desideri) legati al presente.
Un dato che a me fa pensare è sul quale le statistiche sono piuttosto concordi è che, per la prima volta, le generazioni future produrranno probabilmente meno ricchezza di quella immediatamente precedente.
Meno reddito, quindi, e meno patrimonio, dato che l’aspettativa di vita si è allungata e prima di ereditare il patrimonio dei genitori, i millennials faranno in tempo a diventare silver…
Detto questo, ecco tre semplici consigli per affrontare le sfide future e migliorare il benessere finanziario:
- Il risparmio è più importante dell’investimento. Non si può investire se prima non si è risparmiato. Iniziate oggi stesso, non importa che si tratti di 50 o 100 euro, ma intraprendete subito la vostra strada verso la libertà finanziaria.
- Non abbiate paura dei mercati finanziari. Il posto migliore per far fruttare i vostri risparmi è il mercato azionario. Il pericolo maggiore che potrete correre nei prossimi anni non è una correzione del mercato, ma essere fuori dal mercato.
- Fatevi aiutare. Se non avete tempo e voglia di fare da soli, affidatevi ad un esperto che abbia a cuore il vostro benessere finanziario. Siate parte attiva di questo percorso, fate attenzione ai costi e non delegate.
Il mondo è vostro, fatene buon uso.
