Money, it’s a gas, Grab that cash with both hands and make a stash* (Pink Floyd)
*Il denaro è una figata, raccoglilo con entrambe le mani e fanne una scorta
Come evitare che questa scorta possa perdere di valore per effetto dell’inflazione, e come evitare di pagare costi eccessivi o come scegliere gli strumenti giusti per investire ed evitare fregature?
L’educazione finanziaria serve a questo: ad individuare il problema e a risolverlo. Peccato che il risparmiatore italiano non sia messo particolarmente bene. Da un’indagine condotta l’anno scorso da Banca d’Italia su ventisei paesi appartenenti all’O.C.S.E. sul tema dell’alfabetizzazione finanziaria, l’Italia è risultata al venticinquesimo posto.
Questa scarsa cultura finanziaria porta i risparmiatori a mantenere enormi masse di risparmio sui conti correnti. Si stima che attualmente questa cifra ammonti a oltre 1.800 miliardi di euro. Somme che sono destinate ad erodersi per effetto dell’inflazione, mentre potrebbero essere, almeno in parte, convogliate all’economia reale e contribuire al rilancio del paese.
Cerchiamo, quindi, di capire le motivazioni che stanno alla base del problema e le possibili soluzioni.
L’educazione finanziaria non è una materia che viene insegnata a scuola, non esiste la materia “denaro”. Eppure da un sondaggio realizzato da Astra Ricerche è emerso che il 92% dei genitori intervistati vorrebbe che venisse insegnata ai bambini fin dalle scuole elementari.
Inoltre parlare di denaro non è eccitante e l’industria finanziaria viene vista con sospetto. Si pensa che le banche abbiano interesse ad avere clienti scarsamente informati.
Da una ricerca condotta da Pictet AM, è emerso come la maggioranza degli intervistati ritenga che il compito di educare spetti in primo luogo alle istituzioni, ma il dato che più mi ha colpito di questa indagine è che solo il 20% degli intervistati si affida ad un consulente per le scelte d’investimento mentre il 40% preferisce informarsi da amici e parenti.
Inoltre, tra i canali d’informazione, assumono un ruolo sempre più rilevante i social network, soprattutto tra gli studenti e gli investitori più giovani.
A me interessa relativamente “di chi è la colpa?”. Sono più interessato a domandarmi: “cosa posso fare io per migliorare questa situazione?”
Anziché parlare di denaro, parliamo di risparmio. Cosa vuoi che il denaro faccia per te? In questo modo il denaro si colora di un obiettivo. La domanda che ti devi porre è: “quanto risparmiare, come risparmiare e perché?” La risposta la troverai nei tuoi progetti di vita.
Troppo spesso l’industria del risparmio è concentrata più sul prodotto che non sulle reali esigenze del cliente. Prima si comprendono i suoi obiettivi, i suoi progetti, e poi si elabora la proposta d’investimento.
Come consulente finanziario, possiedo le competenze tecniche; il mio compito è metterle a disposizione con un linguaggio semplice a chi non ha avuto la possibilità di approfondire determinate materie.
Un cliente informato è un cliente che riesce ad affrontare più serenamente lo stress causato dall’investire i propri risparmi, soprattutto nei momenti in cui il mercato “ti chiede il conto”.
È questo che per me significa “creare valore a lungo termine”. Un concetto che è molto di più del semplice “quanto mi rende” ..



