Andare in pensione apre nuovi scenari ai quali in molti arrivano impreparati. Cambiano lo stile di vita, le abitudini, la gestione del tempo. Bisogna imparare a costruirsi una nuova vita, adattarsi ad una nuova realtà e si devono fare i conti con una disponibilità di denaro inferiore rispetto a quando si lavorava.
È una situazione economica inedita che deve far fronte a nuove e inaspettate esigenze. Per non vivere con apprensione questa nuova fase della vita, occorre prepararsi in anticipo e pianificare le proprie risorse gestendo bene i propri risparmi.
Come fare, quindi, per realizzare un pensionamento perfetto?
Innanzitutto, bisogna tenere presente che il pensionamento non è un evento, ma un processo. È un fenomeno molto più lungo e complesso di quanto non si pensi ed è giusto arrivarci preparati.
Il ricercatore Robert Atchley ha individuato cinque fasi che interessano questo nuovo periodo della vita:
- Il prepensionamento. È la fase in cui si lavora ancora, ma si inizia a realizzare che ben presto questa fase della vita terminerà e ci si interroga su cosa si farà dopo.
- Il pensionamento. Definita dal ricercatore la fase “luna di miele”, è la fase in cui ci si sente liberi del proprio tempo e pieni di energia e voglia di sperimentare cose nuove, viaggiare e fare nuove esperienze.
- La disillusione. In questa fase le giornate iniziano a sembrare tutte uguali, appaiono vuote e si prova un senso di disorientamento. È generalmente in questa fase che ci si rende conto che le uscite sono maggiori rispetto a quanto ci si aspettasse.
- Il riorientamento. Detta anche fase della rinascita. In questa fase si prova ad uscire dall’apatia e si cerca di individuare il proprio Ikigai, ovvero la ragione principale per cui svegliarsi ogni mattina.
- La stabilità. Fase in cui si è ritrovato il proprio equilibrio, il proprio posto nel mondo.
Un aspetto su cui è bene riflettere con largo anticipo è che il pensionamento porta a un cambiamento significativo della propria situazione economica. Da un lato ci sono nuovi fattori di spesa da considerare, come le spese legate al proprio stato di salute, e dall’altro si determina una riduzione significativa del livello delle entrate. Il reddito da pensione, infatti, è di norma inferiore al reddito da lavoro e, nei prossimi anni, questo divario tenderà a divenire sempre più elevato.
Per non giungere impreparati a questa fondamentale fase della vita, occorre iniziare a percorrere quanto prima la “via della lungimiranza” e impostare una pianificazione adeguata. Poche cose, infatti, sono più soddisfacenti e piacevoli della sicurezza economica.
Come dice Jane Bryant Quinn, autrice del libro How to make your money last, “è difficile essere felici se si è sempre preoccupati per le bollette”.
Intervistati sulla gestione del loro denaro, moltissimi pensionati hanno dichiarato che il loro più grande rimpianto è quello di non aver risparmiato abbastanza durante l’attività lavorativa. In effetti, quando si è giovani, è difficile pensare ad un futuro che appare molto lontano. Inoltre, si ha ancora troppa poca consapevolezza del fatto che le pensioni saranno in futuro sempre più ridotte.
Il segreto per arrivare preparati a vivere serenamente la terza e quarta età, risiede nella pianificazione del proprio longevity planning, ovvero un piano finanziario stilato dopo aver preso in considerazione il livello delle entrate di cui si disporrà una volta cessata l’attività lavorativa (reddito da pensione, affitti attivi e cedole e dividendi da investimenti) messo a confronto con il livello delle uscite correnti (se vuoi approfondire questo tema, ti consiglio di leggere il mio libro Longevità finanziaria).
Una volta stilato il tuo longevity planning, hai a disposizione diversi strumenti finanziari che puoi utilizzare per raggiungere il tuo obiettivo “pensione serena”. In questa sede te ne consiglio due:
- Il fondo pensione
- Il piano di accumulo
Entrambe le soluzioni ti permettono di accantonare regolarmente una cifra mensile o annuale, e di investirla sui mercati finanziari in base alle tue esigenze e al tuo profilo di rischio.
Ci sono varie ragioni per cui dovresti sottoscrivere ora il tuo fondo pensione. Innanzitutto, ti permetterà di percepire a scadenza una rendita, ovvero una pensione aggiuntiva a quella erogata dallo Stato e, durante la fase dell’accumulo, di beneficiare di agevolazioni fiscali importanti quali la deducibilità dall’IRPEF del premio versato.
Il piano di accumulo, invece, non gode di benefici fiscali, ma è a mio giudizio lo strumento più efficiente e potente per investire gradualmente sui mercati internazionali a costi ridotti e con la massima flessibilità.
Il pensionamento perfetto, però non interessa solo la sfera patrimoniale, ma riguarda l’individuo in tutte le sue sfaccettature. Un aspetto fondamentale, troppo spesso trascurato, riguarda l’abitazione in cui si vivrà questa fase della vita. Molto spesso, infatti, la casa è la stessa in cui si è vissuta la fase della costruzione della famiglia. Una casa, quindi, adatta ad accogliere più persone, tutte giovani, non sarà sempre adatta alle esigenze quotidiane di una o due persone anziane.
Molti sono quindi gli aspetti da considerare per garantirsi la migliore serenità possibile nella terza e quarta età.
Il mio suggerimento è quello di percorrere per tempo la via della lungimiranza per fare in modo che questa fase non diventi un periodo di difficoltà e stenti, ma un periodo di benessere sia emotivo che economico.
