Il passaggio generazionale nell’impresa famigliare

L’impresa familiare è un tipo di azienda che presenta caratteristiche uniche nel panorama delle imprese.

Nell’impresa famigliare, infatti, molto spesso non c’è separazione tra proprietà e management. I proprietari sono di norma riconducibili ad uno stesso nucleo famigliare che, di fatto, prende tutte le decisioni.

Spesso si è portati a pensare che le imprese famigliari siano aziende di piccole dimensioni e che rappresentino solo una minoranza nel panorama delle aziende. Niente di più sbagliato! In Europa sono oltre quattordici milioni, rappresentano il 50% del PIL europeo e danno lavoro a più di 60 milioni di persone. In Italia sono l’85% di tutte le imprese e continuano ad essere il cuore del capitalismo moderno.

L’imperativo di un’impresa famigliare è quello di conservare e tramandare l’organismo impresa alle generazioni successive in modo da garantirne la sostenibilità per gli anni a venire.

A differenza delle imprese tradizionali, il patrimonio di una impresa famigliare non è costituito solo dalla ricchezza tangibile, ma anche da una ricchezza di tipo sociale ed emotivo. Ecco, quindi, che a fianco del patrimonio aziendale, troviamo il capitale sociale, inteso non solo come il capitale conferito dai soci, ma anche come il tessuto di relazioni e interazioni tra i membri della famiglia e dei rapporti da questi intrattenuti con i terzi, nonché il capitale paziente, ovvero il capitale che si prefigge lo scopo di consegnare l’azienda alle generazioni successive.

Nell’impresa famigliare, la continuità del patrimonio nel lungo periodo vale più di qualsiasi valore economico attribuito all’azienda. È, in definitiva, un sistema chiuso, ostile alle invasioni esterne. Per molti anni, quindi, l’idea che l’imprenditore potesse decidere di cedere la sua creatura non era nemmeno contemplata. Molti imprenditori, infatti, temono che nel trasferimento ai loro successori venga disperso lo spirito che per tanti anni ha alimentato la crescita dell’azienda.

Ora che molti imprenditori-fondatori hanno un’età media molto avanzata, sta inevitabilmente aumentando il numero delle cessioni.

Le statistiche sulla sopravvivenza delle aziende nei passaggi alle nuove generazioni sono impietose. Solo il 30% delle aziende sopravvive alla seconda generazione e solo il 12% alla terza.

Come gestire al meglio un corretto passaggio generazionale?

Il passaggio generazionale è un momento cruciale per l’impresa familiare, in quanto può influire notevolmente sul futuro dell’azienda stessa. Se gestito in modo corretto, può portare a un rinnovamento dell’azienda e alla sua crescita, mentre se gestito in modo errato, può portare a una perdita di competitività e alla fine dell’impresa.

Inevitabilmente, in questa fase si scontrano visioni diverse tra le varie generazioni. Perché abbia successo, il passaggio non deve essere vissuto come un momento, ma deve diventare un processo, ovvero l’insieme delle azioni, degli eventi e degli sviluppi che ne influenzeranno il trasferimento ai discendenti.

Innanzitutto occorrerà affrontare le resistenze che si riscontreranno nell’imprenditore, quali l’avversione alla perdita che questi ha nei confronti della propria creatura e, in secondo luogo, ad una falsa idea di risparmio. Spesso, infatti, questi non vedrà di buon occhio i costi dovuti per una consulenza professionale e quelli necessari per un’eventuale riorganizzazione. Il professionista che affiancherà l’imprenditore in questo delicato passaggio dovrà anche superare alcune convinzioni quali, ad esempio, l’idea che “l’impresa sono io e la mia impresa finirà con me”, come anche l’errata convinzione che pianificare il passaggio sia una scelta che può tranquillamente essere rimandata.

Una volta superate queste resistenze, si potrà dare attuazione al processo.

Un processo che può durare molti anni, che seguirà il ciclo di vita delle persone coinvolte e il cui successo dipenderà in gran parte da una corretta pianificazione che preveda la definizione delle azioni da mettere in atto già da prima che la seconda generazione inizi il suo ingresso in azienda. Occorre quindi identificare i potenziali successori idonei ad entrare in azienda e i criteri che determineranno i loro ruoli. Molto spesso, infatti, i figli hanno età diverse così che anche l’ingresso stesso in azienda avverrà presumibilmente in momenti successivi. È bene individuare per tempo i criteri con cui questi si potranno inserire in azienda. Stabilire un’efficace comunicazione tra i membri della famiglia, individuare e risolvere le criticità presenti e definire in modo chiaro tutti questi aspetti, condurrà ad un processo dove gli inevitabili conflitti saranno ridotti al minimo.

Riassumendo, possiamo quindi identificare quattro passaggi chiave in ogni passaggio generazionale:

  1. La pianificazione della successione
  2. La formazione degli eredi
  3. La conservazione dell’impresa
  4. L’armonia dei famigliari

Se ben condotto, il passaggio generazionale nell’impresa familiare si caratterizzerà per questi aspetti positivi: in primo luogo, si realizzerà un maggiore coinvolgimento dei membri della famiglia nell’azienda, che possono sentirsi motivati a preservare e far crescere l’eredità familiare.

In secondo luogo, si arriverà ad un rinnovamento dell’azienda, con l’introduzione di nuove idee e competenze che possono portare a una maggiore competitività e innovazione.

Infine, il passaggio generazionale può portare a una maggiore stabilità finanziaria per l’azienda, in quanto i successori possono continuare a investire nella stessa direzione dell’azienda familiare, evitando così eventuali sconvolgimenti finanziari.

Nonostante i vantaggi, il passaggio generazionale nell’impresa familiare può presentare anche alcune sfide. Innanzitutto, si possono venire a creare potenziali conflitti tra i membri della famiglia, che possono avere idee diverse sulla gestione dell’azienda.

Poi si potrebbe assistere ad una perdita di competenze e conoscenze all’interno dell’azienda, in quanto i fondatori possono essere irripetibili e difficilmente sostituibili.

Infine, può portare a una mancanza di innovazione all’interno dell’azienda, se i successori non riescono a introdurre nuove idee e strategie.

In conclusione, nell’azienda famigliare la contestuale presenza dei sistemi d’impresa e famiglia determina una diversa scala di valori e priorità nel passaggio generazionale rispetto alle altre imprese. Questo può portare a benefici per l’impresa, ma anche frenarne la crescita o, addirittura, condurla alla fine. Il consiglio che mi sento di dare a tutti gli imprenditori che si ritrovano in queste situazioni è di valutare per tempo gli effetti dei propri progetti imprenditoriali così da non trovarsi in difficoltà quando arriverà il momento di cedere il testimone ai propri discendenti.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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