Il rally di Natale

Il rally di Natale è già passato?

Facciamo un passo indietro e cerchiamo innanzitutto di capire di cosa sto parlando.

Il rally di Natale indica il rialzo dei mercati finanziari che si verifica nelle ultime settimane dell’anno. Sono diverse le motivazioni che storicamente portano i mercati a registrare un rialzo nel mese di dicembre 25 volte su 30. Innanzitutto le aspettative sui consumi natalizi, le maggiori disponibilità dei piccoli risparmiatori che investono sui mercati azionari il risparmio non finalizzato ai regali, ma, soprattutto, la necessità di moltissimi gestori, alle prese con risultati molto deludenti, di migliorare le performance dei fondi e di non perdersi l’ultimo treno dell’anno.

Ora, i più attenti avranno notato che da fine settembre qualcosa è cambiato sui mercati. Non ho mai sopportato quelli che ti dicono “te l’avevo detto”, ma se vai a riprendere la mia newsletter di inizio ottobre (https://www.montainafilippo.it/la-grande-opportunita/) noterai che qualche suggerimento te l’avevo dato…

Ma se hai perso il treno, ora la domanda che devi farti è: “continuerà ancora il rally?”

Come sempre, per rispondere a questa domanda bisogna analizzare il contesto.

Tre fattori hanno condizionato l’andamento dei mercati in questi mesi: inflazione, guerra e prezzi dell’energia. Perché il mercato potesse invertire la rotta era necessario che almeno uno dei tre desse segnali di inversione.

Il primo segnale lo abbiamo avuto una settimana fa con il dato sull’inflazione americana che è sceso oltre le aspettative. Anche gli eccessi sui prezzi dell’energia sembrano essere in parte rientrati. Il prezzo del petrolio è calato del 30% dai 120 dollari di giugno agli 80 di venerdì scorso.

Dai primi di ottobre ad oggi, le borse, in particolare quelle europee, hanno innescato recuperi decisamente interessanti. Mi stupisce, invece, constatare che i mercati peggiori da inizio anno siano l’America e la Cina. Si tratta, infatti, di due economie che nel corso del 2022 hanno continuato a crescere e che sono, di fatto, molto più al riparo dalla crisi energetica di quanto non lo sia l’Europa. Molto probabilmente questa sottoperformance è da imputare al vigoroso calo del settore tecnologico. In America, dopo un 2021 che ha registrato una vera e propria esplosione delle quotazioni, il 2022 ha visto il settore soffrire oltre ogni previsione.

Big tech a prezzi da saldo?

Sui deludenti risultati del listino tecnologico americano pesano i cali dei cosiddetti F.A.A.N.G. (Facebook, oggi Meta, Amazon, Apple, Netflix e Google – quotato come Alphabet). I dati riportati da questi colossi hanno in parte deluso gli analisti, in particolare quelli di Meta che sta attraversando una vera e propria crisi d’identità. Oggi i prezzi di questi titoli sono molto probabilmente ottime occasioni d’acquisto. La tecnologia, inoltre, non è solo FAANG e una minor incidenza di questi colossi sul listino è sicuramente una buona notizia.

Personalmente vedo oggi un’enorme opportunità nel settore tecnologico, sia Americano che Asiatico.

L’Asia merita un approfondimento a parte. La Cina ha fatto di tutto nell’ultimo anno e mezzo per minare la fiducia degli investitori internazionali. Tra le rigide misure di controllo su alcuni settori strategici come la tecnologia e l’istruzione, la crisi del settore immobiliare e l’imposizione di rigidi lockdown per arginare il Covid, la disaffezione degli investitori di tutto il mondo nei confronti del Gigante Asiatico è a livelli altissimi.

Per questi motivi, se parte di queste restrizioni verranno meno, basterà poco perché i listini cinesi riprendano a salire. Vedo un buon potenziale di forte performance per la Cina nel prossimo anno.

Ma, allora, questo rally di Natale continuerà o meno?

Una prosecuzione del recupero da qui a fine anno è probabile. Il mondo è ancora pieno di problemi, ma il clima è decisamente migliorato.

Allargando un po’ lo sguardo verso l’anno che presto arriverà, è molto probabile che il quadro di fondo non vedrà più l’inflazione come catalizzatore principale, ma il tema prevalente diventerà la recessione.

Ma questa è un’altra storia…

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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