Nella vita le esperienze recenti guidano i nostri comportamenti. Se stiamo attraversando un brutto momento, non riusciamo ad immaginarne una fine. Viceversa, se le cose ci stanno “girando” particolarmente bene, tendiamo a sottovalutare i rischi.
Questo errore comportamentale è tipico anche in ambito finanziario: quando le cose vanno bene si continua a comprare nonostante le quotazioni diventino eccessive (ma in questo caso c’è sempre qualcuno pronto a dimostrare che il contesto è cambiato e i prezzi sono giustificati), mentre quando vanno male si pensa che andranno male per chissà quanto tempo ancora.
Bombardati da notizie su guerra, inflazione, recessione e bollette alle stelle, in questo momento è molto facile farsi prendere dallo sconforto e desiderare di farla finita vendendo tutto.
Eppure io continuo a vedere una grande opportunità. L’ho imparato da Ennio Doris che ha sempre visto, in ogni crisi finanziaria, un’occasione dal punto di vista del risparmiatore.
Analizziamo il contesto partendo, questa volta, dal mercato obbligazionario, la vera grossa sorpresa negativa di questo 2022. I risparmiatori sono storicamente stati abituati ad ottenere ritorni positivi da questa tipologia di investimenti. I tassi hanno continuato a scendere fino a portare i titoli governativi di quasi tutto il mondo sviluppato ad offrire rendimenti negativi anche su scadenze molto lunghe. Il nostro BTP decennale era arrivato a rendere poco più dell’1% lordo, quindi, che i tassi salissero, era solo una questione di tempo. In ambito obbligazionario, quando i tassi salgono, i prezzi scendono. Nessuno, però, si aspettava che la discesa sarebbe stata così violenta e dolorosa per le tasche degli investitori.
La discesa degli indici al 30 settembre lascia veramente senza parole. I governativi area euro sono scesi del 17%, i titoli societari statunitensi (corporate) di oltre il 22%. E quando i prezzi scendono, i rendimenti salgono.
Dunque, la vera stranezza era prima e non oggi che i tassi sono tornati a superare il 4%.
Ecco che, quindi, si può tornare a mettere obbligazionario in portafoglio. Oggi il rendimento su scadenze intorno ai tre, quattro anni del settore corporate area euro è il 4,20, l’high yield supera l’8%.
Non più tardi di sei mesi fa avevo suggerito di valutare un piano di accumulo sul mercato obbligazionario. Oggi sono piuttosto sereno nel proporre di acquistarlo direttamente. Chi entra oggi “blocca” rendimenti di tutto rispetto. Certo, l’inflazione è a livelli superiori, ma le forti manovre delle banche centrali dovrebbero portare quantomeno ad un suo ridimensionamento. Se riusciranno nel loro compito di riportarla intorno al due, tre percento, fissare oggi rendimenti superiori può essere una buona strategia.
L’osservazione che adesso mi aspetto è: “ok, ma io ho già in portafoglio fondi obbligazionari, io questi rendimenti mica li ottengo”. In realtà anche chi ha già investito, se mantiene intatti i suoi investimenti, può sfruttare questi rendimenti e recuperare il capitale investito. È bene, infatti, ricordare che i rendimenti obbligazionari, per chi mantiene l’investimento fino all’orizzonte temporale corretto, non sono una previsione, bensì una certezza. A scadenza, infatti, le obbligazioni, se non incorrono in problematiche di default (insolvenza dell’emittente), vengono rimborsate a 100.
E per quanto riguarda il mercato azionario? Queste certezze di certo non ci sono.
Vero. Qui occorre ragionare su altri elementi. Ne ho parlato nella precedente newsletter. Una vera ripresa del mercato la vedremo quando inizieremo ad intravedere un calo significativo dell’inflazione e la fine dei rialzi dei tassi da parte delle banche centrali.
Non so se questo avverrà in tempi brevi o dovremo aspettare ancora a lungo. Molti operatori ritengono che le quotazioni siano già oggi a livelli molto interessanti. Se poi consideri che moltissimi investitori istituzionali hanno tantissima liquidità e tanta voglia di non farsi scappare l’occasione di un eventuale rimbalzo, sono convinto che oggi sia più basso il rischio di perdere rispetto all’opportunità di guadagnare.
Certo, ci vuole coraggio e tanto metodo. Non bisogna “rincorrere” i mercati, ma restare fedeli alla propria pianificazione e sfruttare l’ingresso graduale e frazionato.
Come Doris non ti dirò di stare tranquillo, ma di essere coraggioso. Solo così eviterai di incorrere in un altro grande errore comportamentale, quello del “senno di poi”, ovvero del rimpianto per le occasioni perse.
Poi non dire che non te l’avevo detto…



