In un’epoca caratterizzata dall’allungamento della vita media, il concetto di invecchiamento suscita spesso timori e preoccupazioni. Sentiamo spesso dire che siamo un mondo che invecchia. Termini come “inverno demografico” e “tsunami d’argento” sono entrati nella nostra quotidianità rappresentando la minaccia che travolgerà i sistemi sanitari e previdenziali di tutti i paesi sviluppati.
Lo stereotipo di questa mentalità miope commette l’errore di considerare i vecchi come un’entità ricevente. Voraci consumatori di energie, risorse e servizi. Un’indagine di Moody’s dell’aprile 2019, avente lo scopo di tratteggiare le conseguenze dell’invecchiamento sull’economia italiana, ha provato a quantificare gli impatti sui diversi settori dati dal cambiamento in atto. Case di cura, assistenza medica e assistenza domiciliare appaiono come i settori vincenti di questa rivoluzione demografica, mentre trasporti, ristoranti e abbigliamento potrebbero soffrire. Ma forse Moody’s ha la colpa di leggere i dati come si potevano leggere venti o trent’anni fa. Ha la colpa di non considerare come la popolazione over 60 rappresenti già oggi, uno dei pochi motori della crescita globale. Il McKinsey Global Institute ha infatti stimato che la metà della crescita di tutti i consumi urbani tra il 2015 e il 2030 saranno generati proprio dagli over 60.
Questa nuova comprensione dell’invecchiamento ci invita a riformulare il nostro modo di vivere e lavorare, spingendoci verso innovazioni e adattamenti che, fino a poco tempo fa, erano inimmaginabili. È un invito a guardare oltre gli stereotipi e a riconoscere il valore aggiunto che la longevità porta nella società.
Qual è l’età che ci definisce vecchi? Per molti questo limite è 65 anni, una soglia difficile da eliminare dall’immaginario collettivo. Dobbiamo renderci conto che il concetto stesso di invecchiamento è cambiato. Dobbiamo renderci conto che stiamo pensando, così come ha fatto Moody’s, alla vecchiaia troppo “classicamente”. È quindi necessario scrollarsi di dosso questa visione obsoleta della vecchiaia e guardare alle enormi opportunità che la longevità porta con sé.
Invecchiamento e longevità sono termini che spesso vengono confusi, ma hanno significati molto diversi. Mentre l’invecchiamento prende in esame il rapporto tra l’allungamento della vita media e tasso di natalità, la longevità dovrebbe essere vista come un’estensione delle possibilità della vita umana.
Questa nuova era di longevità non solo aumenta la durata della vita ma offre anche la possibilità di godere di anni più sani e produttivi, sfruttando le tecnologie avanzate e le migliori pratiche di salute.
L’Economia della Longevità
La crescente popolazione anziana non dovrebbe essere vista solo come un onere economico dovuto ai costi sanitari e assistenziali. Infatti, la longevità sta catalizzando la nascita di un nuovo settore economico, incentrato sulle esigenze e sui desideri di questa fascia d’età, come il turismo, la moda e l’istruzione continua, oltre all’innovazione tecnologica mirata a migliorare la qualità della vita. Negli Stati Uniti, la popolazione over 50 controlla l’83% della ricchezza familiare, mentre in Italia, i due terzi dei patrimoni superiori ai 200.000 euro appartengono agli over 55. Questi dati non solo evidenziano la capacità di spesa di questi gruppi, ma sottolineano anche il loro crescente impatto economico. Governi e aziende stanno quindi iniziando a vedere le persone anziane non più come un peso, ma come un motore di crescita economica.
Prepararsi Finanziariamente per una Vita più Lunga
Questo riconoscimento del valore economico degli anziani ci porta a riflettere sulla necessità di una preparazione finanziaria adeguata a sfruttare al meglio questi anni aggiuntivi. Nel 2050, oltre un quarto della popolazione mondiale, esclusa l’Africa, sarà costituito da ultrasessantenni, e nel 2100 l’aspettativa di vita in Italia raggiungerà i 93 anni. È quindi essenziale iniziare presto a pianificare per un futuro esteso. Di ‘longevità’ non bisogna parlarne solo ai sessantenni; è cruciale iniziare a discuterne già ai trentacinquenni, aiutandoli a impostare un ‘longevity planning’ che integri la gestione delle risorse finanziarie con l’investimento in capitale umano, stile di vita e capitale sociale.
Una pianificazione che potrà essere condotta con il supporto di una consulenza finanziaria professionale che aiuti gli individui a navigare le complessità degli investimenti a lungo termine, massimizzando così le opportunità di una vita estesa e soddisfacente.
La Qualità della Vita
Aggiungere anni alla vita è una conquista incredibile della moderna società, ma ciò che realmente conta è la qualità di questi anni aggiuntivi. L’obiettivo non è vivere per sempre. L’obiettivo è vivere il più a lungo possibile nelle migliori condizioni possibili.
Per raggiungere questo obiettivo futuro, sono fondamentali le scelte che facciamo oggi. Un approccio proattivo alla propria salute, che include dieta, esercizio fisico e cura delle relazioni personali, può fare una grande differenza nella percezione e nell’esperienza dell’anzianità.
Abbiamo di fronte una sfida epocale. Per uscirne vincitori, forse dovremo inventarci qualcosa di diverso. Se veramente potremo vivere fino a cent’anni, che senso avrà andare in pensione a 65 con il 50 per cento del nostro reddito? La miglior pensione su cui potremo contare sarà il possesso di un cervello in piena attività. Non è solo una responsabilità personale, ma collettiva e investire nella longevità non è solo saggio, ma necessario. È un’opportunità per reinventare le nostre vite, le nostre comunità e le nostre economie.
La longevità è la sfida che definisce la nostra epoca. Dobbiamo assicurarci che sia una benedizione, non una maledizione (Larry Finch).
Sta solo a noi fare in modo che accada.



