“È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva”
Prof. John Keating (L’attimo fuggente)
Perché parlo di prospettiva? Perché la visione del mondo che abbiamo noi occidentali è molto diversa da quella che hanno coloro che abitano l’Estremo Oriente.
Tu sai cosa sono i mercati emergenti? Hai voglia di conoscerli un po’ meglio? Se hai risposto sì, seguimi in questo breve viaggio alla scoperta della cultura, delle tradizioni e, ovviamente, delle economie dei paesi che una volta chiamavamo in tono un po’ dispregiativo “terzo mondo” e che ora, con malcelata arroganza, definiamo “paesi in via di sviluppo”.
Questo viaggio non può che iniziare dal paese più contradditorio e affascinante del pianeta. Napoleone diceva: “non svegliate la Cina”. Aveva già capito il ruolo di enorme rilevanza che avrebbe assunto il Gigante Asiatico negli anni a venire.
La Cina è in assoluto “la” protagonista dell’economia mondiale. Leader nell’High Tech e nell’ e-commerce, in Cina la robotica e l’intelligenza artificiale vengono applicate in quasi ogni settore. Qui viene prodotto circa il 20% del PIL mondiale. Nel 2020 è stato il primo paese al mondo per gli investimenti stranieri diretti. È inoltre il primo produttore al mondo di veicoli elettrici e, a seguito della recente decisione del Parlamento europeo di interrompere dal 2035 la produzione di veicoli a combustione, rischiamo veramente di “consegnare le chiavi del mondo” alla Cina.
Nonostante questo, i mercati finanziari cinesi sono ancora poco presenti nei portafogli degli investitori internazionali e questo è un grave errore. Il futuro del mondo passa da qui.
Oggi non si può parlare di Cina senza parlare di Taiwan. Contesa tra l’occidente e la Repubblica Popolare Cinese che la considera Cina, l’interesse per questa piccola isola di appena 36 chilometri quadrati e 24 milioni di abitanti, è enorme. Qui vengono prodotti più del 60% dei semiconduttori a livello mondiale. Se Taiwan si ferma, si fermano le produzioni di tutto il mondo. È in questo frammento di terra che si giocherà una delle partite geopolitiche più importanti dei prossimi anni.
Spostiamoci ora nella nazione che occupa il terzo posto al mondo in termini di PIL, l’ottavo per numero di multimiliardari, ma che ha anche un terzo di tutti i poveri del mondo. Se parliamo di contrasto e contraddizioni, l’India è di sicuro al primo posto. Molto avanti in tantissimi campi così come indietrissimo in altri, l’India ha un miliardo di abitanti, una popolazione incredibilmente giovane – ventisei anni l’età media – ed è molto avanzata tecnologicamente. Metà delle aziende a livello mondiale affida all’India i servizi di trattamento e archiviazione dei dati in digitale (Cloud). Qui l’industria della moda è tra le più importanti al mondo con un fatturato che supera i 70 miliardi di dollari. L’india, inoltre, è davanti a tutti nell’industria farmaceutica, nello sviluppo di biotecnologie e trattamenti biomedicali. È considerata la “farmacia del mondo” perché qui si fabbrica il 20% di tutti i farmaci utilizzati sul pianeta. È inoltre il più grande produttore di vaccini al mondo.
Sei ancora sicuro di non voler mettere una parte dei tuoi risparmi in un’area così importante?
Poi, dimmi, hai visto Squid Game? Lo sai che è la serie televisiva più vista di sempre? Sai dov’è stata prodotta? Corea del Sud. Uno dei paesi più poveri al mondo alla fine degli anni cinquanta al termine della guerra di Corea, oggi Seul è una delle capitali più avanzate al mondo e l’economia coreana una delle più sviluppate.
Paesi emergenti, però, non significa solo Paesi Asiatici.
Hemingway scriveva: “una sola cosa allora volevo, tornare in Africa”, e lo scriveva proprio mentre ancora si trovava lì.
Noi siamo abituati a pensare all’Africa come un luogo dalle bellezze naturali mozzafiato, ma arretrato sotto ogni punto di vista. In realtà, Sud Africa, Nigeria e Kenya hanno gli ecosistemi fintech tra i più sviluppati al mondo. Il continente nero è inoltre ricco di risorse naturali: petrolio, gas naturale e metalli preziosi. Un continente in continua espansione demografica dove l’età media è bassissima e dove quasi tutti ormai posseggono un cellulare. Con queste realtà dovremo imparare a confrontarci perché Il futuro passa anche da qui.
Terminiamo questo affascinante viaggio facendo tappa in Sud America.
Potrà sembrarti strano, ma qui troviamo, oltre a bellezze naturali senza pari, un grandissimo sviluppo delle energie rinnovabili. Il Brasile da tanti anni ha investito nei biocarburanti, il Costa Rica è stato un pioniere nella produzione di energie alternative e ha fissato al 2050 il termine ultimo per arrivare alla situazione carbon free. L’Argentina, infine, è uno tra i primi paesi al mondo per l’esportazione di commodities alimentari e qui si è sviluppato un particolare metodo di agricoltura che riesce a ridurre, se non addirittura ad eliminare i prodotti agrochimici e persino i pesticidi.
Perché ti ho voluto condurre in questo viaggio attraverso i paesi emergenti? In fondo, c’è da pensare alla guerra, all’inflazione, al rialzo dei tassi e ai miliardi bruciati in borsa venerdì scorso, l’ennesimo venerdì nero…
Eppure, all’inizio, ti ho parlato di un cambio di prospettiva, di provare a guardare le cose da un altro punto di vista. Eccolo, il mio punto di vista. Il mondo che immaginiamo in un prossimo futuro, è già presente in molti dei paesi che ti ho descritto.
“Oh Capitano, mio capitano, è quindi il momento giusto per investire nei paesi emergenti?”
La risposta è più semplice di quanto possa sembrare. Assolutamente sì, a patto che tu sia disposto a porre il tuo sguardo oltre il momento presente e a guardare le cose da una diversa prospettiva…


