Leopardi e il futuro degli investimenti

“Ma nebuloso e tremulo dal pianto Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci Il tuo volto apparia, che travagliosa era la mia vita…”

Nella poesia “Alla Luna”, Leopardi descrive il suo stato d’animo travagliato, utilizzando la luna come metafora della sua percezione alterata della sofferenza. La luna appare sfocata e deformata agli occhi del poeta a causa delle lacrime, suggerendo che il modo in cui vediamo le cose è profondamente influenzato dal nostro stato d’animo.

Cosa c’entra Leopardi con la finanza?

Sabato ho parlato con un professore coinvolto in “Future Lab”, un laboratorio universitario di preparazione al futuro che coinvolge centinaia di giovani dai diciotto ai ventitré anni. Da questo progetto emerge che i giovani hanno una percezione del futuro negativa. Questa percezione deriva in gran parte dagli eventi esterni che hanno vissuto, a partire dalla Pandemia, fino ai conflitti recenti. I giovani godono di un elevato livello di benessere e il loro obiettivo è quello di limitarsi a mantenerlo anziché porsi la domanda di cosa possono fare per migliorare la loro situazione. I giovani faticano, quindi, a vedersi come gli unici artefici del loro futuro.

Inevitabilmente è scattata in me la molla dell’analogia con il mondo della finanza.

Moltissimi risparmiatori hanno lo stesso atteggiamento nei confronti degli investimenti. Sono convinti che i risultati che possono ottenere siano soltanto la conseguenza dell’andamento del mercato, dimenticando che gran parte dei risultati dipendono, invece, dai loro comportamenti.

Venerdì scorso l’indice Dow Jones ha toccato 40.000 punti, un record storico importante. L’indice ha raddoppiato il suo valore in sette anni e quadruplicato in venticinque anni.

Sette anni per raddoppiare il capitale non sono poi un arco di tempo lunghissimo. Ora, è chiaro che non sarebbe stata una scelta oculata investire il 100% dei propri risparmi soltanto su trenta società statunitensi, ma se pensiamo che il mercato azionario globale ha generato ritorni medi intorno al 7-8% annuo, significa che ogni dieci anni il capitale investito raddoppia.

Se vuoi ottenere questi risultati, devi:

  • Ignorare i media e i loro titoloni allarmistici che nei momenti di crisi ti ricordano che la borsa sta bruciando i tuoi soldi.
  • Evitare di guardare ossessivamente l’app del tuo smartphone che in pochi secondi ti fa vedere come si sta muovendo il tuo portafoglio.
  • Dimenticarti del sogno di centrare il momento giusto in cui conviene uscire dai mercati e poi indovinare il momento giusto per rientrare (se ne centri una delle due sei già molto bravo, o molto fortunato. Azzeccarle entrambe è un po’ come vincere alla lotteria).
  • Avere pazienza e fiducia che il mondo andrà avanti nonostante guerre, inflazione e pandemie.

Semplice, ma non facile.

“Oh, come grato occorre nel tempo giovanil, quando ancor lungo la speme e breve ha la memoria il corso, il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l’affanno duri!”

Leopardi, nel suo elogio alla memoria giovanile, ci ricorda che, nonostante l’affanno, la speranza non deve svanire.

Analogamente, dobbiamo tutti imparare a guardare il futuro con fiducia e divenire protagonisti del nostro futuro finanziario.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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