Ci avviciniamo alla fine dell’anno e, come di consuetudine in questi momenti, è tempo di rallentare, guardarci indietro e riflettere.
È raro, nella frenesia quotidiana, fermarsi e guardare indietro, ma è un esercizio che può illuminare il cammino futuro con maggiore chiarezza e consapevolezza.
Invito ciascuno di voi a prendersi questo momento per le cose importanti della vita. Qui, lo faremo insieme, esaminando brevemente gli eventi di quest’anno sui mercati e riflettendo su ciò che potrebbe riservarci il prossimo anno.
I risultati ottenuti dai nostri investimenti nel 2024 sono stati a dir poco sorprendenti. Il settore tecnologico statunitense ha, ancora una volta, guidato la corsa surclassando tutti gli altri mercati con rialzi intorno al 30%. Questo fenomeno, tuttavia, non è stato diffuso a tutti i titoli, ma concentrato nelle Big Tech, che hanno cavalcato l’onda dell’intelligenza artificiale con successi strabilianti.
Solo il Bitcoin ha saputo fare meglio, ma questo è un asset ancora marginale nei portafogli dei piccoli investitori e il vigoroso rally messo a segno nelle ultime settimane è più una notizia da commentare con gli amici al bar che non un fenomeno che ha impattato le performances dei portafogli.
Per chi, come me, è costantemente attento a quello che succede sui mercati, fa quasi sorridere confrontare i risultati di questo 2024 con le previsioni fatte l’anno scorso dalle principali case d’investimento.
Questi sviluppi ci ricordano quanto siano imprevedibili i mercati finanziari. L’incertezza è una costante nella vita come nei mercati e dobbiamo essere pronti a cambiare le nostre strategie quando il vento cambia direzione.
Guardando al 2025, quale sarà l’atteggiamento vincente per un investitore?
Un primo campanello d’allarme è dato dal fatto che tutte le principali case d’investimento prevedono una crescita diffusa delle principali economie e un ulteriore rialzo degli indici per il nuovo anno, simile a quella pronosticata a fine 2021, prima che il 2022 ci dimostrasse pesantemente il contrario.
È chiaro come le quotazioni elevate di molti titoli americani indichino che le prospettive di rendimento potrebbero essere inferiori. Tuttavia, molte teorie affermano che non è possibile confrontare i livelli attuali delle quotazioni con quelli storici, a causa della rivoluzione tecnologica che ha trasformato radicalmente i modelli di business e la redditività delle aziende
Ma perché le grandi case d’investimento ritengono che non ci siano i presupposti per una correzione? Sostanzialmente perché considerano il mercato americano un riferimento e gli Stati Uniti mostrano segni di ottima salute economica. Inoltre, l’inflazione sembra sotto controllo e la FED ha spazio per ridurre i tassi se lo scenario dovesse peggiorare.
La situazione in Europa e in Cina è più complessa: la crisi del settore auto e una regolamentazione talvolta eccessivamente rigida deprimono l’Europa, mentre la Cina lotta ancora contro una crisi di fiducia prolungata.
Quindi, come dovremmo orientare i nostri investimenti?
La prima decisione che ti invito a fare è quella di tornare a riflettere sul livello di rischio che sei disposto ad accollarti. Ricorda che il rischio non si può annullare, ma bisogna imparare a gestirlo senza temerlo eccessivamente. Il pericolo che si corre dopo due anni in cui abbiamo visto i nostri portafogli recuperare e crescere in misura significativa è quello di sovrastimare la nostra capacità di tolleranza al rischio finendo per assumerne una quantità superiore a quanto non siamo realmente disposti a sopportare.
Ormai credo di conoscere il grado di tolleranza al rischio di molti miei clienti, più di quanto loro stessi non siano realmente in grado di fare.
Il mondo azionario sposa uno scenario di ulteriore rally del mercato, mentre il mondo obbligazionario ha una visione molto più pessimista e non esclude un ritorno dell’inflazione e un rallentamento della crescita molto più marcato delle previsioni.
È quindi uno scenario a due facce, estremamente difficile da decifrare.
Il mercato obbligazionario offre ancora rendimenti interessanti, soprattutto nell’area dollaro e su certe tipologie di obbligazioni societarie mentre sui governativi i margini per ulteriori guadagni sono abbastanza contenuti, soprattutto in Europa.
Nel mondo azionario, ritengo che la tecnologia farà ancora da traino agli indici. Probabilmente i Big Tech tireranno un po’ il fiato e potremmo assistere ad un recupero di titoli rimasti un po’ indietro.
Tra tutti gli scenari possibili, quindi, ritengo probabile assistere ad una prosecuzione di una fase positiva dei mercati, ancorché molto meno vigorosa di quella appena trascorsa e con momenti di tensione che potrebbero far scattare le vendite innescando una pericolosa spirale negativa sui mercati.
Detto questo, nessuno sa quando lo storno arriverà, anche se inevitabilmente prima o poi succederà.
Non dobbiamo temerlo così come non dobbiamo farci intrappolare da un’unica visione, ma restare vigili e pronti a sopportare momenti di tensione.
Perché, in fondo, il punto non è cercare di capire come andranno i mercati da qui in poi, ma comprendere quali rischi siamo disposti ad accettare, impostare i nostri portafogli coerentemente ai nostri obiettivi, essere conservativi per poter affrontare uno scenario negativo, ma ottimisti nell’investire con fiducia per il futuro.
Questa è la vera chiave per la felicità finanziaria nel lungo termine.



