Il mondo degli investimenti è un settore che si presenta a maggioranza maschile. Il linguaggio stesso che contraddistingue il mondo della finanza appare prevalentemente destinato ad un pubblico maschile, ricco di metafore sportive e termini prevalentemente usati negli sport estremi. Sembra quasi che il mondo finanziario non voglia riconoscere il ruolo sempre più centrale che l’universo femminile ricopre in tutti i campi, dal mondo politico, sociale, accademico, ma anche economico e finanziario. Ad esempio, al vertice della Banca Centrale Europea troviamo una donna, Christine Lagarde, mentre Ursula Von del Lyen è a capo della Commissione Europea.
Perché, allora, il mondo della finanza è ancora un settore “giacca e cravatta”?
Secondo un’indagine condotta dalla Banca d’Italia ad inizio 2020 sul livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani emerge che le donne mostrano un interesse limitato per l’economia e la finanza. Tuttavia, tale dato va interpretato con cautela, poiché anche i “maschietti” non sembrano passarsela molto meglio. Analizzando i dati, infatti, le donne ottengono un punteggio complessivo di 10,95 su una scala da 1 a 21, rispetto all’11,45 degli uomini. Dopotutto, non una grande differenza, non credi?
Le vere differenze non si realizzano, quindi, nel grado di conoscenza e comprensione delle questioni economiche e finanziarie, ma nel diverso modo di approcciare il mondo degli investimenti.
Le donne presentano caratteristiche uniche nelle motivazioni che guidano le loro scelte di investimento. Innanzitutto, riescono a risparmiare di più degli uomini, nonostante un reddito disponibile inferiore. Ciò è dovuto principalmente a ragioni biologiche: alcune ricerche hanno dimostrato che la regione del cervello femminile deputata al controllo è più sviluppata rispetto a quella maschile, il che consente alle donne di rinviare la ricerca di una gratificazione immediata per “stare meglio domani”. Inoltre, le donne spesso hanno una percezione del rischio finanziario più elevata e cercano di ridurlo attraverso il risparmio. Dimostrano, quindi, più pazienza negli investimenti rispetto agli uomini (sono negli investimenti?) e sono più inclini a considerare investimenti con obiettivi a lungo termine.
Le motivazioni che guidano le scelte d’investimento delle donne sono soprattutto legate alla sicurezza, che assume una priorità assoluta nella loro scala di valori. Questa visione di sicurezza non va intesa solamente come “garanzia del capitale investito”, ma piuttosto come un fattore abilitante: gli investimenti devono consentire di realizzare progetti all’interno di un piano che miri a ridurre al minimo l’incertezza. In sostanza, quando una donna investe, pone al primo posto l’esigenza di costituire un capitale per il futuro, per i figli, per l’acquisto di un immobile o per il periodo del pensionamento. inoltre, le donne tendono ad essere meno emotive nelle questioni finanziarie e fanno scelte più razionali.
Dopo aver analizzato le caratteristiche che contraddistinguono le donne nell’approccio agli investimenti, vediamo alcuni suggerimenti utili a migliorare la gestione finanziaria femminile.
Sappiamo che le donne vivono tipicamente più a lungo degli uomini e che il numero di persone single è in aumento. Secondo l’Ocse, l’aspettativa di vita femminile è di 83,4 anni rispetto ai 78,1 anni degli uomini. Le persone non sposate o conviventi rappresentano tra il 10% e il 30% dei nuclei famigliari. Queste tendenze portano ad un divario nel benessere finanziario delle donne, anche a causa di retribuzioni inferiori, che minano l’indipendenza finanziaria e si riflettono su un minor livello pensionistico che, paradossalmente, dovrà durare più a lungo.
Il modo migliore per superare queste difficoltà è impostare un piano finanziario in base alle diverse fasi del ciclo di vita.
Tra i 20 e i 30 anni, potresti avere poche risorse finanziarie, ma è già il momento di iniziare a risparmiare per la pensione. In questo modo aumenterai le probabilità di godere di un adeguato benessere finanziario una volta terminata la tua attività lavorativa.
Tra i 30 e i 45 anni, potrebbe verificarsi una pausa nella carriera o, addirittura, una diminuzione delle entrate dovute alla maternità e alla cura dei figli. In questa fase può essere opportuno ridurre i rischi e ricercare investimenti più stabili.
Tra i 45 e i 60 anni, potrai finalmente dedicarti maggiormente a te stessa, avanzare nella carriera e diventare un’investitrice più sofisticata.
Infine, dopo i 60 anni, con l’avvicinarsi dell’età pensionabile, è importante poter contare su un flusso di reddito adeguato a far fronte alle spese personali, incluse quelle per la salute.
Ecco sette semplici regole di base che possono aiutarti a migliorare il tuo approccio agli investimenti e garantirti un adeguato benessere finanziario in ogni fase della vita.
- Non è necessario disporre di grandi somme di denaro per iniziare ad investire. Basta poco, ma devi iniziare presto.
- Investi gradualmente per ridurre i rischi legati all’ingresso nel mercato nel momento sbagliato. Un piano di accumulo è sempre una buona soluzione.
- Mantieni un approccio a lungo termine e cerca di evitare di guardare frequentemente il tuo portafoglio. L’osservazione costante può aumentare lo stress e l’ansia senza apportare alcun beneficio reale.
- Investi solo in strumenti finanziari dei quali comprendi il funzionamento.
- Diversifica il tuo portafoglio per ridurre il rischio.
- Mantieni un fondo di emergenza di liquidità che possa coprire almeno sei mesi (meglio se dodici) di spese essenziali.
- Fatti aiutare da un professionista. Cerca di individuarne uno che abbia competenze solide e sia in grado di seguirti nelle diverse fasi della vita e in grado di adattarsi ai differenti scenari economici.
In conclusione, non facciamone un discorso di genere. I saggi dicono che se uomini e donne si consultassero e prendessero insieme le decisioni finanziarie, molti degli errori più comuni sarebbero evitati.
Davvero occorre un saggio per arrivare ad una conclusione così banale?



