Non voglio rischiare
Inflazione, rialzo tassi, guerra… forse anche tu pensi che il rischio di perdere soldi sia troppo alto per deciderti ad investire.
“Vorrei un investimento prudente, non voglio rischiare, mi accontento di guadagnare anche solo il 4%”, è questa la domanda che fino a qualche tempo fa mi sentivo rivolgere più spesso. Ora i miei clienti non me la pongono più, perché hanno compreso che non esiste rendimento senza rischio. In fin dei conti, anche lasciare i soldi sul conto è un rischio. Rischio che venga introdotta una patrimoniale, rischio che la banca fallisca… Per non parlare del rischio, ormai divenuto certezza, di veder calare il valore del capitale per effetto dell’inflazione.
La realtà è che potrai sempre trovare un “buon” motivo per rimandare le scelte d’investimento. Inoltre si teme che sia sempre il momento sbagliato per investire. Non hai idea di quante volte mi sono sentito dire “ecco, i mercati sono andati bene fino adesso, ora che ho investito io, hanno iniziato a scendere…”
La soluzione?
Prendi atto del fatto che la paura è una cattiva consigliera. Da solo, probabilmente, non ci riuscirai, ma con una guida al tuo fianco, potrai affrontare le tue paure e sconfiggere il tuo peggior nemico… te stesso.
E per superare il dilemma del market timing (il momento di ingresso sui mercati), puoi diluire nel tempo gli investimenti coi piani di accumulo. Questo, probabilmente, ridurrà le prospettive di guadagno, ma ti aiuterà a vivere i tuoi investimenti con maggior serenità.
Faccio meglio da solo
In parte legato al “si guadagna poco”, molti risparmiatori pensano di poter ottenere risultati migliori operando in totale autonomia. Oggi la tecnologia consente a chiunque di fare trading online, operare su piattaforme d’investimento automatizzate – robo advisor –, acquistare criptovalute, per non parlare di altri strumenti finanziari meno ortodossi. Il paradosso di questi risparmiatori è che rifiutano investimenti tutto sommato semplici come le azioni per avventurarsi in alternative molto più complesse, alla ricerca dell’investimento “della vita”. Ingolositi da storie di fantomatici investitori che si sono arricchiti perché hanno puntato tutto su Amazon o sul bitcoin quando nessuno ne conosceva l’esistenza (conosci qualcuno che lo abbia fatto?), questi risparmiatori finiscono il più delle volte col rimanere col cerino in mano. Anche chi si vuole avventurare sul trading “fai da te” deve essere consapevole che è un’attività a rischio elevato e che le statistiche su chi effettivamente riesce a guadagnarci sono impietose: il 90% di chi ci si avventura, finisce col perdere soldi.
La soluzione?
Rinuncia alla speranza di arricchirti in breve tempo azzeccando il cavallo vincente. Investire non è giocare d’azzardo. Personalmente non amo nemmeno il luogo comune di definire l’investimento in borsa come “giocare in borsa”. Non si gioca con il proprio benessere finanziario. Fai cose semplici e fatti spiegare bene le caratteristiche degli investimenti che ti vengono proposti. Less is more, dicono gli anglosassoni. Meno è meglio. Utilizza strumenti semplici e fatti aiutare.
Nessuno mi aiuta
La sfiducia nei confronti del sistema è dilagante. D’altronde è difficile dare torto a chi è sfiduciato dopo le tante situazioni che si sono verificate nel corso degli ultimi anni a danno dei risparmiatori. Cos’è che alimenta questa diffidenza?
Oggi è diventato quasi impossibile stabilire un rapporto stabile con il consulente della propria banca o ufficio postale per via della continua rotazione a cui questi sono sottoposti.
È ancora scarsa la comprensione dell’importanza di rivolgersi ad un professionista, un consulente finanziario. Per chi riesce a superare questo ostacolo, c’è poi la difficoltà di valutare le differenze tra un consulente e l’altro.
Per non parlare della paura del cambiamento. L’atavico terrore che ha permesso alla specie umana di sopravvivere, ma che ostacola la possibilità di lasciare il noto, ovvero il rapporto storico con la propria banca tradizionale, per l’ignoto, ovvero il consulente finanziario. Ebbene, sappi che dietro un consulente finanziario, c’è sempre una banca. Una banca forse diversa da quella a cui sei abituato, ma che ti offre gli stessi servizi generalmente ad un costo inferiore.
La soluzione?
Il primo step è capire l’importanza di rivolgersi ad un consulente finanziario, perché, “come fai a chiedere aiuto se non sai di aver bisogno di aiuto?”.
Il livello successivo consiste nell’impostare, insieme a lui, la tua pianificazione finanziaria che dovrà essere articolata in quattro punti:
- Conoscenza dei tuoi obiettivi
- Definizione di un piano
- Costruzione del portafoglio
- Monitoraggio ed eventuale ribilanciamento
Ah, una cosa importante, se sei arrivato fin qui, ricordati di non rovinare tutto. Resta focalizzato e ignora tutto quello che io definisco “rumore di fondo”. In sostanza, agisci e poi dimenticatene.
Esistono altri motivi per cui si tende a non investire: sono troppo giovane, sono troppo vecchio… e chi più ne ha più ne metta. In questa breve carrellata dei motivi più rilevanti, spero di averti dato qualche spunto di riflessione sul perché, invece, dovresti iniziare oggi stesso a prendere tra le mani le redini della tua vita finanziaria.
P.S. Se fai parte di quelli che agiscono subito, chiamami al nr. 3240831855, sarò felice di aiutarti. Se, invece, hai bisogno di più tempo, iscriviti alla mia newsletter, ti servirà per avvicinarti piano piano al mondo della finanza.



