Non investo, perché..

Niente e nessuno riesce a smuovere i risparmiatori italiani che troppo spesso “scelgono di non scegliere”. Assistiamo così ad una vera e propria escalation della liquidità lasciata sui conti correnti. Come mai?

Prima di rispondere a questa domanda, chiediamoci innanzitutto:

“Perché dovremmo investire?”

In fin dei conti, nessuno ci obbliga. Occorre, però, tenere presente che non tutte le risposte alle nostre necessità trovano soddisfazione nei soldi fermi sul conto. L’immobilismo porta alla rinuncia ai possibili rendimenti che si possono ottenere investendo sui mercati finanziari nel medio e lungo termine. Solo così riusciremo a pagare la “tassa dell’inflazione”, una vera e propria imposta patrimoniale che erode il valore dei nostri risparmi. Sai quanto sono diventati 100.000 euro lasciati sul conto dal 1995 al 2021 in termini di potere d’acquisto? 64.588 euro! E con l’indice dei prezzi schizzato al 6,7%, le cose non possono che peggiorare.

“Qual è il momento giusto per investire?”

Un detto Zen afferma: “il momento giusto per piantare una quercia era vent’anni fa, ma il secondo momento giusto è oggi!”.

Detto in altri termini: è sempre il momento giusto per investire. L’importante è rispettare i principi alla base di qualsiasi piano finanziario, ovvero: diversificazione, giusto orizzonte temporale, selettività, economicità.

La storia insegna che il lungo termine e la pazienza premiano. Rinunciare ad investire significherà, per molte persone, non poter vivere domani la vita che desiderano.

Fatta questa doverosa premessa, oggi ti accompagnerò in un viaggio verso la conoscenza delle motivazioni per cui molti investitori hanno paura di investire. Forse ti riconoscerai in una di queste motivazioni. Per ognuna di queste di darò qualche suggerimento su come superare le paure che, inevitabilmente, si incontrano sul cammino verso la libertà finanziaria. Iniziamo…

Non capisco nulla di finanza

Quello che non si conosce, spaventa. Molto spesso questa, più che una vera motivazione, è una scusa. Non serve leggersi chissà quanti e quali complessi manuali di finanza per comprendere le basi della pianificazione finanziaria, ma solo un po’ di buona volontà e la capacità di trovarsi un bravo consulente. Troppo spesso chi si ritrova in questa situazione, finisce per accettare passivamente i consigli d’investimento del consulente di turno della banca o ufficio postale “sotto casa”.

La soluzione?

Passare da spettatore a protagonista nella gestione dei propri risparmi perché educarsi finanziariamente fa bene alle proprie finanze. Investire significa pianificare. Conoscere gli obiettivi che vogliamo raggiungere è il primo passo per avviare l’attività fondamentale di ogni investitore: la pianificazione. In Italia circa il 60% dei risparmiatori non ha mai avuto un piano finanziario. È un percorso che è meglio fare insieme ad un bravo consulente che ti aiuterà a risolvere i tuoi problemi di natura economica, finanziaria e patrimoniale. Con il tempo diventerai sempre più consapevole delle decisioni d’investimento e rimarrai sorpreso dai risultati che otterrai.

Si guadagna poco

L’errore che spesso commette chi giustifica la decisione di non investire con gli scarsi guadagni, è quello di controllare ossessivamente il proprio portafoglio traendo conclusioni più o meno positive in funzione dell’andamento del momento dei mercati. Questo errore nasce a monte, nella mancata individuazione dei propri obiettivi e del perché si è deciso di investire. I mercati vengono visti come un grande Casinò dove puntare su un determinato mercato o titolo, rimanendo delusi quando non si riesce ad indovinare il numero vincente.

È un grosso errore fare di tutta l’erba un fascio. Non fidarsi di niente e di nessuno, pensare che “tanto sono tutti uguali”. Lo psicologo Daniel Kahneman ha studiato i vari aspetti del comportamento umano che  ci portano ad avere una visione parziale dell’insieme. “Quello che vedi è tutto quello che esiste”, ovvero la nostra esperienza produce la realtà che vediamo. Se fino ad oggi hai ottenuto risultati deludenti dai tuoi investimenti, sei portato a pensare che sia così per tutti. La realtà è ben diversa. Se analizziamo i rendimenti medi dei fondi comuni negli ultimi 10 anni, vediamo che i fondi azionari hanno generato un rendimento medio del +7,6%, gli obbligazionari un +2,3% e i bilanciati un + 3% (i listini, in realtà, sono andati meglio). Forse hai guadagnato meno solo perché non sei stato aiutato nel modo giusto.

La soluzione?

Se chi ha investito, ha guadagnato, significa che puoi farlo anche tu. Ricorda che sono i nostri comportamenti a determinare i nostri risultati. Oggi, come in passato, è possibile far crescere i propri risparmi. È sufficiente allungare l’asticella del tempo e restare investiti su un portafoglio ben diversificato.

P.S. oggi mi fermo qui. Ti do appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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