Hai mai pensato a qual è il vero scopo della tua vita? Simon Sinek, autore del famoso libro “Partire dal perché”, ci incoraggia a farlo.
Sinek ha elaborato un modello chiamato “il cerchio d’oro” che consiste in tre cerchi concentrici: il più esterno è il “cosa” stiamo facendo, poi viene il “come” e, infine, il “perché”. È su questo che dovremmo focalizzare la nostra attenzione poiché rappresenta le nostre convinzioni più profonde e la ragione per cui ci alziamo dal letto la mattina: la nostra missione.
Questo principio vale non solo per la vita, ma anche per l’approccio al denaro.
Dovremmo sempre chiederci il motivo per cui risparmiamo e investiamo. Troppo spesso, invece, ci concentriamo solo su come investiamo e sugli strumenti che utilizziamo. Questo approccio ci porta a considerare il denaro come un fine, anziché un mezzo, preferendo così la gratificazione istantanea ad un maggiore benessere futuro.
Riuscire a ribaltare questo atteggiamento porta a vedere il denaro per quello che è: un mezzo per realizzare i propri obiettivi di vita.
Cambiare questa mentalità non è facile, ma è possibile.
Il nostro cervello è molto più vecchio dei mercati in cui cerca di navigare. I centri emotivi del cervello che guidavano i comportamenti primitivi, come evitare le aggressioni, sono ora coinvolti nell’elaborazione delle informazioni sui rischi finanziari. Queste aree cerebrali sono strumenti progettati per una reazione rapida, non per un pensiero razionale.
Chiedere ad una persona costruita per la sopravvivenza a breve termine di diventare un investitore a lungo termine è un po’ come cercare di dipingere una stanza con un pennello (Daniel Crosby).
Che fare, dunque? Rassegnarsi ad un inevitabile destino o provare a fare propri quei comportamenti che possono trasformarci in investitori di successo?
Ecco la mia idea: pubblicherò una serie di articoli per aiutarti a migliorare il tuo comportamento finanziario e superare il tuo peggior nemico, ovvero te stesso. Iniziamo.
Dato che la più grande intelligenza finanziaria del mondo non è nulla se non è abbinata ad una comprensione della propria persona, il punto di partenza, ma anche il più difficile e più importante, è conoscere te stesso.
“Se non sai chi sei, Wall Street è un posto costoso per scoprirlo”, afferma Adam Smith.
Il nostro cervello è diviso in tre parti: il cervello rettile, il cervello limbico e la neocorteccia. Il cervello rettile è istintivo e diffidente, il cervello limbico è egoista e cerca soddisfazione personale, mentre la neocorteccia è razionale e logica. Spesso pensiamo di prendere decisioni finanziarie razionali, ma è il cervello rettile che guida i nostri comportamenti, portandoci a percepire il rischio in modo errato. Esso è predisposto per risposte immediate, il che è un’ottima notizia se siamo attaccati da una tigre dai denti a sciabola, ma pessima se stiamo decidendo come investire per la pensione.
Inoltre è più propenso al rischio quando i mercati salgono e più conservativo nelle fasi di ribasso. Come vedi, quindi, il nostro cervello è strutturato per violare la prima regola dell’investimento: “comprare basso e vendere alto”. In sostanza, siamo portati a percepire bassi livelli di rischio quando in realtà il rischio è elevato e a considerare i mercati ribassisti come rischiosi.
Un’altra conseguenza del fatto di essere stati creati per sopravvivere è l’avversione alle perdite. Crediamo di agire in modo razionale, ma quando sopraggiungono delle perdite, anche se queste non sono realmente tali, ma solo normali fluttuazioni del mercato, proviamo un vero e proprio dolore fisico.
La biologia non risparmia nemmeno tanti consulenti finanziari. Quando giro per l’ufficio, mi capita spesso di vedere musi lunghi e sentire commenti un po’ disfattisti. Poi arrivano tre giorni di rialzi significativi sui mercati come quelli che abbiamo avuto a inizio novembre e, come d’incanto, rispuntano i sorrisi e torna l’entusiasmo.
Quindi, il primo consiglio che ti do è di prendere atto che, quando ti fai prendere dallo sconforto quando vedi il tuo portafoglio scendere, non sei tu che non sei fatto per investire, ma è l’evoluzione che ci ha fatto così. Dopodiché, prova ad attuare questa strategia in tre passi:
- Riconosci che i mercati oscillano. Le cattive notizie in borsa sono più regolari del tuo compleanno, ma i mercati nel lungo periodo tendono sempre a crescere.
- Accetta la situazione e tieni a freno l’impulso ad agire. L’eccessiva movimentazione del portafoglio danneggia i rendimenti. Rimani ancorato ai tuoi obiettivi di lungo termine, non al valore che il portafoglio aveva raggiunto a fine 2021.
- Affidati ad un professionista che si frapponga tra te e il tuo portafoglio in modo da limitare un eccessivo coinvolgimento nelle decisioni. Magari evita i musi lunghi e i disfattisti, ma anche quelli troppo entusiasti nelle fasi rialziste…



