L’S&P 500, l’indice rappresentativo delle più grandi aziende statunitensi, ha registrato il suo quinto mese di crescita consecutiva. Anche la borsa giapponese viaggia sui massimi, e lo stesso vale per le principali borse europee, inclusa la nostra, che continua la sua corsa senza sosta.
In questo momento storico è quindi lecito domandarsi se non sia pericoloso investire in borsa. La vita dell’investitore sembra davvero complicata: un anno e mezzo fa non si investiva per la paura che i mercati continuassero a scendere, ora non si investe perché si teme che siano troppo cari.
Ma allora, come muoversi in questo scenario? Accontentarsi dei rendimenti offerti dalle obbligazioni rinunciando alle opportunità che ancora è ipotizzabile realizzare sugli investimenti azionari? Ecco due soluzioni adatte per tutte le stagioni.
Proteggersi con Strategie testate nel tempo
Il “Permanent Portfolio“: una bussola per ogni direzione del mercato
Ideato da Harry Browne negli anni ’80, il “Permanent Portfolio” è una strategia di investimento volta a proteggere il capitale e assicurare una crescita costante, indipendentemente dalle oscillazioni di mercato. Si basa sulla diversificazione in quattro settori chiave, ciascuno rappresentante il 25% dell’investimento:
- Titoli di Stato a lungo termine: Questi sono considerati investimenti sicuri che offrono rendimenti stabili nel tempo, proteggendo il capitale durante periodi di deflazione o recessione economica.
- Liquidità o equivalenti (come i mercati monetari): Avere una parte del portafoglio in contanti o equivalenti aiuta a mitigare i rischi durante periodi di turbolenza sui mercati.
- Oro: L’oro è tradizionalmente visto come una copertura contro l’inflazione e il deprezzamento della valuta. Inserire oro nel portafoglio fornisce una protezione contro l’erosione del potere d’acquisto della moneta (o, almeno, dovrebbe farlo, dato che non sempre c’è riuscito…)
- Azioni: Le azioni sono incluse per la loro capacità di offrire crescita del capitale, soprattutto durante periodi di espansione economica. Rappresentano la parte del portafoglio mirata alla crescita a lungo termine.
La filosofia dietro il Permanent Portfolio è quella di creare un’allocazione di asset tale da poter resistere a vari scenari economici, come inflazione, deflazione, recessione e crescita, senza la necessità di predire quali di questi scenari si verificheranno in futuro. Questa strategia si rivolge soprattutto a chi cerca una soluzione di investimento “a prova di futuro”, semplice da gestire e con un livello di rischio contenuto.
“Lazy Portfolio“: La semplicità prima di tutto
Introdotti negli anni ’70 da John Bogle, ideatore dei fondi passivi e fondatore di Vanguard, i “Lazy Portfolio”, i cosiddetti portafogli pigri, rappresentano un approccio diverso, incentrato sulla facilità di gestione e sulla riduzione dei costi. Questi portafogli si avvalgono di una limitata selezione di fondi indicizzati o ETF per coprire un’ampia gamma di asset, minimizzando la necessità di interventi attivi. Sono ideali per chi cerca una strategia “imposta e dimentica”, affidandosi alla forza del tempo e della diversificazione.
Punti in Comune e Differenze
Sebbene entrambe le strategie mirino a semplificare il processo d’investimento e a minimizzare i rischi, si distinguono per la loro composizione e flessibilità. Il “Permanent Portfolio” offre una struttura fissa che mira a proteggere in ogni condizione economica, mentre i “Lazy Portfolio” propongono un approccio più flessibile e personalizzabile, con un occhio di riguardo alla riduzione dei costi e alla semplicità operativa.
Entrambe le soluzioni hanno storicamente generato risultati più che soddisfacenti agli investitori che li hanno adottati. Tutti e due, però, si scontrano con i limiti dettati dall’emotività. Non tutti, infatti, sono in grado di mantenere i nervi saldi nel momento in cui vedono scendere il valore dei propri risparmi. Inoltre, in un’era digitale in cui tutto scorre alla velocità della luce e con i clienti che controllano freneticamente quasi ogni giorno l’andamento del proprio portafoglio, aspettare dieci o quindici anni per giudicare l’efficacia di una strategia finanziaria può sembrare un’eternità.
In Conclusione
Sia il “Permanent Portfolio” che i “Lazy Portfolio” offrono approcci validi per chi cerca di investire con saggezza, offrendo ciascuno una solida base per affrontare incertezze e opportunità di mercato. Per gli investitori che desiderano una guida più attiva o personalizzata, il consiglio di un professionista finanziario può fare la differenza.
Navigare i mercati richiede strategia, pazienza, e a volte, un tocco di audacia. Ricordate, l’investimento è un viaggio, non una corsa.



