Dalle grandi crisi nascono grandi opportunità (A.Einstein)
Una grande occasione sta investendo il Sistema Italia: una sorta di momento magico che ha interessato in estate il mondo dello sport e ora coinvolge l’economia, la finanza e la politica.
L’Italia proviene da un ventennio di declino economico. Bassa produttività, crescita anemica e progressivo aumento del debito sono i tre fattori che hanno caratterizzato il nostro Paese.
Stessa sorte è quindi toccata al listino italiano. La Borsa italiana ha sofferto di una sottoperformance cronica rispetto agli altri listini internazionali. Meno 49,08%. Questo l’andamento dell’indice nazionale FTSE MIB negli anni dal 2000 al 2020. Nello stesso periodo l’indice della borsa americana ha registrato un più 184,49%.
Ora, però, la situazione sta cambiando. La crisi pandemica ha portato l’Europa a rompere il tabù del debito e a stanziare montagne di euro per sostenere il rilancio dei paesi membri, con particolare attenzione a quelli più deboli.
Il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza), forte di questi fondi, offre al nostro Paese una straordinaria opportunità: una sfida che non possiamo permetterci di perdere.
Mario Draghi è l’uomo giusto al momento giusto per guidare questo nuovo Risorgimento e riportare l’attenzione degli investitori internazionali verso il nostro mercato.
Come sempre, grande opportunità di crescita per il paese si traduce in grandi opportunità d’investimento.
Chi mi conosce da più tempo sa quanto io non abbia mai amato particolarmente gli investimenti sul mercato azionario italiano. Ho sempre pensato che il rischio fosse troppo alto, soprattutto per chi vive e lavora in Italia. L’esposizione al rischio paese è già molto alta, e ho quindi sempre preferito preservare almeno i risparmi dei miei clienti da un’eventuale default nazionale.
Ora, però, questa congiunzione quasi perfetta di fattori positivi non può certo essere ignorata: valutazioni ancora attraenti, stabilità e competenza politica, fondi europei e distinzione tra debito buono e cattivo, sono elementi che possono portare il paese a riprendersi un ruolo da protagonista nel contesto internazionale.
Come cogliere questa opportunità?
In Italia abbiamo un indice principale, il FTSEMIB, che si muove sulla base di poche grandi aziende, principalmente legate al settore del petrolio, delle Utilities e delle Banche. Quest’anno l’indice ha performato molto bene grazie al rialzo del prezzo del petrolio e del recupero delle quotazioni di molte banche.
La vera ricchezza italiana, però, è data da tantissime piccole medie imprese, delle vere e proprie eccellenze a livello internazionale. È qui, a mio avviso, dove si gioca la partita dei prossimi anni. Sono queste le aziende che costituiscono il tessuto economico nazionale e sono loro che beneficeranno di gran parte dei fondi del piano.
Ma il mercato è già salito tanto, non è un po’ tardi?
Certamente, le quotazioni non sono più così basse come lo erano dodici mesi fa, ma non bisogna fare l’errore di ragionare sui singoli titoli. La vera scommessa è investire sul Sistema Paese e, in quest’ottica, il mercato ha ancora spazio. La grande opportunità non è ancora interamente “prezzata” dal mercato.
Cosa potrebbe pregiudicare tutto questo?
Credo che i rischi più grossi possano arrivare dall’esterno. In un mondo totalmente interconnesso, un rallentamento delle economie globali si rifletterebbe giocoforza anche, e soprattutto, sul nostro paese che è povero di risorse.
Oggi, però, voglio guardare al nostro Paese con rinnovata fiducia e una buona dose di ottimismo.
Il 2021 è stato l’anno dell’Italia: vittorie, riconoscimenti e tanta voglia di riscatto. Lo stiamo vivendo anche sui mercati azionari. Il consiglio è quindi quello di ritornare a valutare l’Italia come un’area dove investire una parte della propria quota azionaria.



