Pianificazione e Strategia per i Prossimi 10 Anni

Ti accontenteresti di un rendimento del 3% annuo nei prossimi dieci anni? È una prospettiva che fa riflettere, soprattutto considerando che alcune previsioni, come quella di Goldman Sachs, suggeriscono che l’indice S&P 500 potrebbe offrire rendimenti ben al di sotto delle medie storiche.

La scorsa settimana, i mercati americani hanno vissuto una ripresa entusiasmante, reagendo con euforia all’elezione di Trump. Gli investitori sembrano guardare con ottimismo a un possibile scenario ideale per l’economia americana, spinti da aspettative di politiche favorevoli per le imprese e per i consumatori. A ben vedere, infatti, l’economia a stelle e strisce sembra godere di ottima salute, con una crescita che viaggia intorno al 2,8% e lo spettro di una recessione sempre più lontana. Tuttavia, mentre molti festeggiano i guadagni a breve termine, è importante chiedersi cosa ci riservi davvero il futuro.

Un recente report di Goldman Sachs getta una luce meno rosea sulle prospettive di lungo periodo: secondo le previsioni della società, l’indice Standard & Poor’s 500 potrebbe generare solo un rendimento annuo del 3% nei prossimi dieci anni. Questo dato invita a riflettere sulla sostenibilità degli attuali livelli di mercato e sulle scelte strategiche che un investitore deve fare per mantenere un portafoglio bilanciato e solido di fronte alle sfide future.

Se fosse vero, il premio al rischio, ovvero il rischio che un investitore dovrebbe essere disposto a correre per ottenere un rendimento superiore a quello realizzabile con titoli sicuri come i titoli di stato americani, sarebbe negativo, dato che oggi un titolo americano a 10 anni rende quasi il 4,50%. Inoltre, Goldman Sachs ipotizza anche un risveglio dell’inflazione, paventando la possibilità che l’investimento azionario possa risultare negativo in termini reali. Questi dati possono sembrare scoraggianti, ma meritano un’analisi più approfondita.

Il valore delle previsioni

Le società di investimento come Goldman Sachs sono solite fare previsioni sui mercati: è il loro mestiere, ma è importante ricordare che queste proiezioni spesso non si rivelano esatte. Solo l’anno scorso, tutte le più grandi società d’investimento prevedevano per il 2024 un rendimento modesto – se non addirittura negativo – per la borsa americana, mentre la realtà ci ha portato rendimenti a doppia cifra per gli indici americani.

Quindi, perché Goldman Sachs stima rendimenti così bassi per i prossimi dieci anni? Principalmente per due motivi:

  • Valutazioni elevate: le valutazioni dei titoli azionari, sono attualmente su livelli molto alti, in particolare per i grandi titoli tecnologici..
  • Intervallo di probabilità: la previsione di Goldman Sachs considera una probabilità del 95% che il rendimento sarà tra -1% e +7%. Quindi, il 3% è solo una media tra ipotesi molto diverse.

Che si riveli esatto o meno, questo report ha destato l’interesse di moltissimi analisti. Uno in particolare, Edward Yardeni – noto economista e presidente di Yardeni Research, con una lunga esperienza nel prevedere le tendenze dei mercati – ha analizzato il report di Goldman Sachs, traendo alcune conclusioni molto differenti. Yardeni sottolinea che, storicamente, gli utili per azione (EPS) delle aziende americane sono cresciuti a un tasso medio annuo di circa il 6,5%. Pertanto, ipotizzare che per un intero decennio le azioni rendano meno di questo livello significherebbe prevedere una drastica riduzione degli utili per azione o una discesa costante delle quotazioni. Entrambe le ipotesi appaiono poco probabili, considerando che le aziende tendono a crescere e a generare valore per gli azionisti nel lungo termine.

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Che abbia ragione Goldman Sachs o Edward Yardeni, come muoversi di fronte a questa incertezza?

Anziché lasciarsi scoraggiare da previsioni funeste e oscillazioni di mercato su cui non abbiamo alcun controllo, possiamo concentrarci su ciò che rientra nella nostra sfera di possibilità: i nostri comportamenti. È agendo su scelte consapevoli e su una strategia ben strutturata che l’investitore può affrontare qualsiasi scenario. Ecco alcuni suggerimenti importanti per mantenere la rotta.

  1. Rivedere la concentrazione del portafoglio in azioni americane: Per chi ha un’elevata esposizione sugli Stati Uniti, potrebbe essere utile valutare una diversificazione. In particolare, le valutazioni elevate si concentrano su pochi grandi titoli, i cosiddetti “Big Seven”. Esistono molti altri titoli, soprattutto medio-piccoli, meno cari e con buone prospettive. Inoltre, anche se le valutazioni sono particolarmente elevate, ricordiamoci che ciò che oggi riteniamo caro può diventare ancora più caro, e non sappiamo quando è davvero arrivato il momento ideale per ridurre la quota azionaria. Ricorda che non devi essere tu a selezionare singolarmente i titoli; molto meglio affidarsi a una gestione professionale o, in alternativa, utilizzare strumenti passivi che ripartiscano equamente il peso delle società presenti nell’indice, anziché basarsi sulla capitalizzazione. Questo approccio consente di mitigare l’impatto dei grandi colossi tecnologici e di cogliere opportunità in altre aree del mercato.
  2. Investire in un portafoglio ben diversificato: Un portafoglio equilibrato tra azioni, obbligazioni, materie prime e oro è meno vulnerabile ai capricci di pochi grandi titoli. La diversificazione è un principio universale dell’investimento, che si dimostra valido soprattutto in contesti incerti. Un esempio recente è quello di Warren Buffett, che ha scelto di alleggerire la quota azionaria del suo portafoglio. Nonostante la fiducia che normalmente dimostra verso le azioni, anche Buffett ha valutato l’opportunità di ridurre alcune posizioni, portando la liquidità della sua società a livelli record. Questo è un segnale dell’importanza di rimanere flessibili e di adattare la strategia agli scenari attuali.
  3. Strategia prima della tattica: Un portafoglio ben strutturato e strategico genera l’80% della performance di lungo termine, mentre l’approccio tattico, ossia l’adeguamento continuo agli eventi del mercato, spesso si rivela più dannoso che utile. La pazienza, la visione di lungo periodo e una strategia chiara sono componenti fondamentali per un investitore di successo.
  4. Accettare il rischio come parte del gioco: Il rischio è sempre una componente essenziale del rendimento; senza rischio, non c’è rendimento. Affrontare investimenti sapendo che il rischio esiste, ma è bilanciato da una strategia solida, può portare a risultati positivi anche in scenari di mercato non ideali.

Conclusione

Quindi, mentre i mercati sono imprevedibili e le previsioni spesso imprecise, possiamo sempre agire sui nostri comportamenti. Un approccio consapevole, ben diversificato e orientato al lungo termine rappresenta il miglior modo per affrontare l’incertezza e costruire un portafoglio che possa dare soddisfazioni anche in contesti di mercato difficili.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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