Successioni e donazioni: cosa cambia?

Parlare di successioni e donazioni non è mai facile. Eppure affrontare questo tema in anticipo significa prendersi cura della propria famiglia e assicurarsi che ciò che si è costruito in anni di lavoro venga trasmesso senza conflitti e senza costi inutili. Dal 1° gennaio 2025 in Italia sono entrate in vigore alcune importanti novità che modificano il quadro di riferimento e rendono ancora più utile pianificare con attenzione.

La materia è piuttosto vasta e articolata: in questo articolo ho cercato di semplificare i punti principali e le novità più rilevanti introdotte dal 2025, così da offrire una panoramica chiara e utile per chi vuole iniziare a orientarsi.

Successione: cosa significa

La successione è il trasferimento del patrimonio di una persona dopo la sua morte. Riguarda beni come case, conti correnti, investimenti e perfino oggetti di valore affettivo.
La legge stabilisce quote riservate ad alcuni eredi, detti “legittimari”: coniuge, figli e, in mancanza di questi, genitori. Questo vuol dire che non si può lasciare tutto a chi si vuole, ma esistono diritti minimi da rispettare.

Imposte di successione

In Italia l’imposta di successione è tra le più basse d’Europa. Si paga in misura diversa a seconda del grado di parentela:

  • Coniuge e figli: franchigia di 1 milione di euro ciascuno; oltre questa soglia, imposta del 4%.
  • Fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro; oltre questa soglia, imposta del 6%.
  • Altri parenti fino al 4° grado: nessuna franchigia, imposta del 6%.
  • Altri soggetti: imposta dell’8%.

Esempio: se un figlio riceve un’eredità di 1.200.000 euro, pagherà il 4% solo sui 200.000 euro eccedenti la franchigia (cioè 8.000 euro).

Dal 2025 è stato introdotto anche un nuovo meccanismo di autoliquidazione dell’imposta: spetta agli eredi calcolare e versare quanto dovuto, con successivi controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, è stata introdotta la possibilità di acquistare un immobile a nome di un familiare con esenzione dall’imposta di donazione, purché questa scelta sia dichiarata nell’atto.

Donazioni: trasferire in vita

In Italia le donazioni sono ancora poco utilizzate, nonostante la loro grande importanza nella pianificazione patrimoniale. Proprio per questo meritano un approfondimento dedicato.

La donazione è un atto con cui si trasferisce parte del patrimonio quando si è ancora in vita. Può servire a sostenere i figli nell’acquisto della casa, anticipare la divisione dei beni ed evitare possibili discussioni future.
Anche qui valgono le stesse regole fiscali della successione (aliquote e franchigie uguali). Tuttavia, la donazione richiede in genere l’intervento di un notaio e, se riguarda immobili, comporta anche il pagamento delle imposte ipotecarie e catastali.

Vantaggi e svantaggi della donazione

  • Vantaggi: si possono aiutare subito i propri cari; si riducono i rischi di conflitti futuri; si ha maggiore controllo sul trasferimento.
  • Svantaggi: può comportare costi notarili; in alcuni casi limita la possibilità di vendere in futuro l’immobile donato, perché potrebbe sorgere una contestazione dagli eredi legittimari.

Novità dal 2025

La riforma ha introdotto un cambiamento decisivo: l’abolizione del coacervo.
Fino al 2024 le donazioni fatte in vita riducevano la franchigia disponibile in successione. Dal 2025 invece la franchigia si “resetta”: una donazione usufruisce per intero della franchigia di 1 milione (per coniuge e figli) e, alla morte, si apre una nuova franchigia di pari importo. In pratica chi dona può raddoppiare l’esenzione.
Per chi teme di perdere il controllo o la possibilità di usufruire dei beni, esistono soluzioni pratiche: donare la nuda proprietà mantenendo l’usufrutto o il diritto di abitazione, utilizzare i patti di famiglia per le aziende o inserire un patto di reversibilità. Quest’ultimo è un accordo che consente di donare un immobile a un figlio, prevedendo che torni al donante nel caso in cui il figlio dovesse premorire: una tutela importante per evitare che il bene passi a soggetti esterni alla famiglia (ad esempio il coniuge o gli eredi del figlio).

Donazioni dirette, indirette e informali

Un altro punto chiave riguarda le diverse forme di donazione:

  • Dirette: sono le classiche donazioni formali fatte con atto notarile. Sicure, valide e tassate secondo le aliquote ordinarie.
  • Donazioni indirette: sono quelle che ottengono lo stesso effetto di una donazione senza atto notarile (ad es. pagamento del mutuo del figlio, vendita di un immobile a prezzo simbolico, bonifico da conto monointestato a conto cointestato). Sono valide a tutti gli effetti, ma dal 2025 non hanno più una soglia minima di esenzione: anche importi ridotti possono essere tassati, se emergono in un controllo fiscale o se vengono registrate volontariamente. L’aliquota applicata può arrivare all’8% in caso di accertamento, oppure essere quella agevolata (4% o 6%) se la donazione è dichiarata e beneficia delle franchigie ordinarie.
  • Donazioni informali: trasferimenti di denaro o beni senza alcuna forma scritta (es. contanti o bonifico senza causale). Restano civilisticamente nulle, salvo che si tratti di somme modiche. Tuttavia, se emergono, possono comunque essere soggette a imposta.

In sintesi, la logica della riforma è chiara: chi dona in modo formale oggi ha più vantaggi rispetto al passato; chi invece prova a trasferire ricchezza senza trasparenza rischia di essere tassato anche su piccoli importi.

Per questo motivo, le donazioni informali e indirette vanno gestite con molta attenzione: possono sembrare scorciatoie, ma espongono al rischio di contestazioni e di tassazione successiva.

Trust e altri strumenti di pianificazione

Oltre a successioni e donazioni, la riforma tocca anche i trust, che rappresentano uno strumento sofisticato di pianificazione.

  • Trust liberali: fino al 2024 la tassazione era prevista in uscita, cioè al momento del trasferimento ai beneficiari. Questa impostazione resta valida.
  • Novità dal 2025: il D.lgs. 139/2024 introduce la possibilità di optare per la tassazione in entrata, cioè al momento della costituzione del trust o del conferimento dei beni. Questo può essere vantaggioso in ottica di pianificazione, perché consente di “cristallizzare” il valore dei beni ed evitare tassazioni future più pesanti.

Altri strumenti da considerare:

  • Polizze vita: trasferiscono capitali ai beneficiari fuori dall’asse ereditario, senza imposta di successione.
  • Patti di famiglia: permettono di regolare il passaggio delle aziende, ora con agevolazioni estese.
  • Testamento: resta il modo più semplice per chiarire le proprie volontà e ridurre conflitti.

Conclusione

Le nuove regole rendono ancora più evidente che la pianificazione patrimoniale non può essere improvvisata. Ogni scelta – donare un immobile, predisporre un patto di famiglia, costituire un trust – porta con sé conseguenze fiscali, legali e familiari che vanno valutate con attenzione.

In questo percorso la figura del consulente patrimoniale ha un ruolo centrale: accompagnare il cliente nel chiarire obiettivi e priorità, tradurli in soluzioni concrete e coordinarsi con le competenze di notaio, avvocato e commercialista.
Un lavoro di squadra che permette di evitare errori, ridurre i costi e soprattutto proteggere al meglio la serenità della propria famiglia.

👉 Se vuoi capire come le nuove regole su successioni e donazioni possano influire sulla tua situazione e quali scelte siano più adatte per te e i tuoi cari, puoi contattarmi: insieme valuteremo la strada migliore per pianificare con serenità e consapevolezza.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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