Un nuovo portafoglio per il prossimo decennio

“Sopravvalutiamo sempre il cambiamento che si produrrà nei prossimi due anni e sottovalutiamo quello che avverrà nei successivi dieci” (Bill Gates)

Chi mi conosce da più tempo già sa quanto io abbia sempre puntato l’attenzione sull’importanza di ragionare sul lungo termine e sul rimanere fedeli alla propria impostazione di base, la cosiddetta asset allocation strategica, perché è quella che nel tempo produce i risultati.

Ad esempio, nei dieci anni appena trascorsi un portafoglio composto da 60% azioni e 40% obbligazioni a livello globale, ha generato un ritorno medio del 10,4% circa.

Certo, è importante considerare che nel decennio appena trascorso abbiamo vissuto una crescita pressoché costante dei listini azionari, soprattutto di quello americano. Inoltre in gran parte del mondo le obbligazioni governative hanno prodotto risultati più che soddisfacenti beneficiando di un costante calo dei tassi d’interesse.

Semplicità nella costruzione del portafoglio: ecco la regola principale che bisognava rispettare.

Bene, la brutta notizia è che nei prossimi dieci anni i rendimenti non saranno così generosi.

La buona, invece, è che chi saprà mettere in discussione la strategia tradizionale guardando a nuove aree d’investimento e chi sarà in grado di cogliere le opportunità offerte dai nuovi trend strutturali, potrebbe persino portare a casa risultati ancora più interessanti.

Quali sono quindi i temi su cui puntare nei prossimi anni? Io ho individuato quattro grandi aree:

  1. Sostenibilità e cambiamento climatico
  2. Tecnologia e intelligenza artificiale
  3. Demografia e invecchiamento
  4. Cina

Un clima di cambiamento per il cambiamento climatico

La transizione energetica è una necessità sia dal punto di vista della sostenibilità dell’ecosistema, che dal punto di vista economico. Il mondo non può più permettersi di ignorare il rischio ambientale.

Il passaggio da un’economia basata sui combustibili fossili ad una basata su energie rinnovabili è il vero cambiamento che ci riguarda tutti da vicino. Servirà un cambiamento di mentalità a livello planetario, ma il processo è avviato ed è destinato ad accelerare nei prossimi anni.

Un’economia “a basse emissioni” sosterrà una crescita duratura, supportando le quotazioni delle aziende leader nel settore. Io la definisco “una splendida opportunità”.

L’Europa ha la leadership sui temi legati al clima: Italia, Francia e Germania sono all’avanguardia nello sviluppo delle tecnologie legate al clima, ma anche gli Usa, con la nuova amministrazione Biden, ha in programma investimenti per milioni di dollari nella transizione energetica. La stessa Cina, ancora oggi una delle nazioni più inquinanti al mondo, continua la sua inarrestabile corsa verso le energie rinnovabili.

Tecnologia e intelligenza artificiale

La tecnologia ha molte forme. Un secolo fa “tecnologia” era possedere un frigorifero. Negli ultimi vent’anni, invece, è diventata sinonimo di infortmation technology. Nel decennio appena trascorso è stata l’assoluta dominatrice delle nostre vite e dei mercati tanto da generare un sentimento di ansia per i timori di un eccessivo utilizzo degli strumenti tecnologici.

Il Covid ha in qualche modo “riabilitato” il nostro rapporto nei suoi confronti, migliorando le nostre vite permettendoci di lavorare e mantenere i rapporti con la nostra cerchia di relazioni.

Benjamin Franklin diceva: “le necessità sono le madri dell’innovazione”. Nei prossimi anni, quindi, assisteremo ad un utilizzo diverso di quello che consideriamo “tecnologia”. Certo, sicurezza informatica, digitale e robotica avranno ancora un ruolo fondamentale nella nostra società, ma assisteremo ad uno sviluppo importante di tutte quelle tecnologie quali il cloud computing, auto a guida autonoma, pagamenti elettronici, video streaming e 5G

C’è poi il tema dell’intelligenza artificiale, da molti definita come la sfida strategica del secolo. Questa entrerà in tutti i settori e li cambierà radicalmente.

Demografia e invecchiamento

L’invecchiamento della popolazione non è un trend nuovo, ma potrebbe rivelarsi un vincolo per la crescita nei prossimi anni. Governi e Istituzioni dovranno letteralmente “fare i conti” con gli effetti che una popolazione sempre più anziana comportano sul sistema previdenziale e sanitario.

Abbiamo appena vissuto un anno in cui il tema della “salute” è stato il tema centrale nelle vite di tutti noi. Il Covid ha dato una grossa accelerazione al settore facendolo riscoprire anche come tema d’investimento. Farmaceutica, biotecnologie, tecnologie mediche e servizi sanitari sono stati i settori dominanti del 2020.

Anche in questo campo la parola d’ordine per gli investitori è innovazione: aree come l’automazione della sanità e il miglioramento della diagnostica saranno molto interessanti per gli investitori. Un sotto settore per il quale è facile immaginare uno sviluppo notevole nei prossimi anni è quello delle terapie geniche e cellulari, ovvero terapie in grado di agire sulla causa sottostante la malattia con trattamenti mirati. La possibilità di modificare le informazioni geniche per la cura delle malattie è una scoperta epocale poiché potrebbe rappresentare una cura definitiva per tutta una serie di gravissime malattie per cui oggi non esistono valide opzioni terapeutiche.

Cina

Può sembrare strano inserire un’area geografica in un elenco di trend strutturali, ma, a mio modo di vedere, la Cina sarà l’area dove investire nei prossimi anni in quanto significa investire in tutti i settori a più alta crescita. Già oggi la seconda economia al mondo per dimensioni, è destinata a scalare nei prossimi anni la prima posizione. La Cina rappresenta un quarto della crescita del PIL mondiale. Leader nel comparto tech, oggi la qualità della crescita in Cina è molto più importante della quantità.

Nei portafogli degli investitori internazionali la quota riservata al mercato cinese è ancora molto bassa. Il mio consiglio è di riservare alla Cina almeno un quinto del proprio investimento azionario.

Anche il mercato obbligazionario cinese merita di essere preso in considerazione nella costruzione del portafoglio. Troppo grosso per essere ignorato e ancora poco correlato con gli altri mercati (lo si è visto bene a marzo 2020), offre rendimenti interessanti e ha registrato negli ultimi anni un notevole miglioramento della trasparenza e facilità di accesso rispetto al passato.

Che fare quindi?

Questi sono, a mio giudizio, i temi più significativi dove poter trovare rendimento nei prossimi anni. Non averli nel proprio portafoglio può significare perdere l’opportunità di ottenere risultati interessanti dai propri investimenti.

Ci sono vari modi per poter sfruttare a proprio vantaggio questi trend. Per sapere come fare, Il modo migliore è quello di contattarmi.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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