Un tapering accomodante…

Ci siamo. Alla fine Jerome Powell è riuscito ad annunciare un tapering imminente e successivi rialzi dei tassi, senza che il mercato interpretasse queste mosse come restrittive. E questo fa bene ai mercati.

Ma andiamo con ordine e vediamo di comprendere meglio cosa sta succedendo.

Cos’è il tapering?

Il tapering è un termine che la finanza ha adottato dall’ambito sportivo. Si riferisce, infatti, alla pratica di ridurre l’attività fisica nei giorni immediatamente precedenti una competizione importante.

Il tapering è quindi il rallentamento, da parte di una banca centrale, nel ritmo degli acquisti di asset sul mercato. È, in sostanza, il processo contrario al quantitative easing, attuato dalle banche per immettere liquidità nel sistema attraverso il processo di acquisto di asset.

Se il quantitative easing è una manovra posta in essere in situazioni di emergenza, come una crisi improvvisa, il tapering si attua per portare gradualmente i mercati alla normalità. Può essere attuato, quindi, quando le economie danno evidenti segnali di forza e stabilizzazione.

Perché il tapering spaventa i mercati?

I mercati, in questi anni, sono stati drogati dall’enorme massa di liquidità immessa dalle banche centrali. Come tutte le dipendenze, il “soggetto” non può essere privato della sua dose da un giorno all’altro, ma necessita di un processo di riduzione graduale.

Quando scatterà?

in conferenza stampa Powell ha precisato che nessuna decisione è stata presa, anche i se i membri del FOMC ritengono che gli acquisti mensili di treasuries (titoli di stato americani) e MBS potranno essere progressivamente ridotti a partire da novembre per essere totalmente azzerati verso la metà del 2022.

Al tapering seguirà un rialzo dei tassi?

Iniziare un tapering non significa necessariamente avere anche un aumento dei tassi. La FED non intende aumentare i tassi prima del completamento del processo, quindi i tassi rimarranno invariati almeno fino al giugno 2022. La FED rimanda la decisione sui tassi perché, almeno ufficialmente, continua a ritenere il rialzo dell’inflazione come un fenomeno temporaneo.

Questa notizia è stata particolarmente apprezzata dai mercati il cui andamento positivo potrebbe, infatti, essere pregiudicato da un rialzo non controllato dei tassi.

La settimana scorsa ti ho illustrato le conseguenze di un eventuale rialzo dei tassi sulle azioni (https://www.montainafilippo.it/rischio-bolla-per-il-mercato-azionario/); vediamo ora:

le conseguenze sulle obbligazioni di un rialzo dei tassi

Per comprendere il comportamento delle obbligazioni in uno scenario di rialzo dei tassi è prima di tutto necessario capire cosa si intende per “rischio tasso”, ovvero la relazione prezzo-rendimento.

Poniamoci la seguente domanda: quanto scende il prezzo di un’obbligazione quando il suo rendimento a scadenza aumenta di un punto percentuale?

Per rispondere prendiamo come esempio il BTP a 10 anni il cui rendimento a scadenza oggi è pari allo 0,66%. La durata finanziaria del titolo (la cosiddetta “duration”) è di 10 anni (9,72 ad essere precisi) ed esprime il tempo necessario perché l’investitore rientri in possesso dei suoi soldi.

In finanza si utilizza la duration modificata che serve per determinare con ragionevole precisione il variare del prezzo al variare del tasso.

Ti risparmio la formula matematica, ma prendi per buoni i risultati dei miei calcoli che portano ad una duration modificata pari a 9,65. Cosa significa questo valore? È molto semplice: se il rendimento a scadenza di questo BTP dovesse aumentare di un punto percentuale, il prezzo scenderebbe del 9,65% circa.

Prova per un attimo ad immaginare cosa potrebbe succedere ad un BTP ventennale. E ad uno con scadenza a trent’anni?

Ecco perché l’aumento dei tassi spaventa, o almeno dovrebbe farlo, gli investitori obbligazionari. I tempi di recupero del capitale investito potrebbero diventare estremamente lunghi.

Questo scenario, ancora relativamente lontano, rischia di mettere a dura prova le coronarie dei cosiddetti Bond lovers che hanno vissuto il più grande mercato toro di sempre sul reddito fisso.

Archiviato per ora il pericolo tapering e ancora relativamente al riparo da un imminente rialzo dei tassi, i mercati possono tirare un respiro di sollievo.

Il tempo, però, passa alla svelta: l’importante è non farsi trovare impreparati. Se mi segui da tempo, sai già cosa fare. In caso contrario, chiamami.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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