qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere ospite su Radio Italia 5, all’interno del programma Storytime, dove ho raccontato il mio modo di vedere la gestione del risparmio, gli investimenti e la pianificazione finanziaria.
Sono temi di cui parlo ogni giorno con i miei clienti e che considero fondamentali per ognuno di noi, a prescindere da quanto guadagniamo o da quanto siamo esperti di finanza.
Per questo voglio condividere anche con voi i concetti chiave emersi durante l’intervista: sono semplici, pratici e subito applicabili.
Se volete ascoltare direttamente la mia voce e recuperare l’intervista completa (dura circa 12 minuti), potete trovarla qui:
👉 Guarda l’intervista su YouTube
Risparmio: prima paga te stesso
La maggior parte delle persone risparmia solo se rimane qualcosa a fine mese. È un errore classico che impedisce di costruire un vero patrimonio.
Quello che consiglio sempre è ribaltare il concetto: pagati per primo. Appena ricevi il tuo reddito mensile, accantona subito una quota prestabilita su un conto separato. Così ti paghi il tuo futuro, prima di pagare qualsiasi altra cosa.
Facciamo un esempio:
Se metti da parte il 10% del tuo reddito ogni mese, dopo un anno hai risparmiato più di uno stipendio intero, senza nemmeno accorgertene. È un piccolo gesto che può fare una grande differenza.
Vuoi un consiglio pratico? Automatizza: imposta un bonifico ricorrente a inizio mese verso un conto dedicato o su un piano di accumulo. Così il risparmio diventa un’abitudine automatica e senza stress.
Investire non è un’opzione, ma una necessità
C’è chi pensa che non investire sia una scelta “prudente”. In realtà, è una scelta che fa perdere soldi lentamente, a causa dell’inflazione.
Ogni anno, il denaro fermo sul conto corrente perde potere d’acquisto: con la stessa somma puoi comprare sempre meno. Con un’inflazione del 2% annuo, 10.000 euro fermi sul conto tra 10 anni avranno un potere d’acquisto equivalente a circa 8.200 euro.
Non è finanza avanzata, è matematica di base. Non investire significa accettare una perdita certa. Investire, invece, significa mettere i tuoi soldi al lavoro per proteggere il loro valore e, se possibile, farli crescere.
Pensioni: la bomba a orologeria (e come disinnescarla)
Questo è un tema su cui insisto moltissimo, soprattutto quando parlo con i più giovani. Il nostro sistema pensionistico è in difficoltà: le pensioni pubbliche future saranno sempre più basse e, se oggi hai meno di 50 anni, potresti ricevere una pensione pari a circa il 50% del tuo ultimo reddito.
Perché? Perché il sistema si basa su un meccanismo di ripartizione: chi lavora paga le pensioni di chi è già in pensione. Ma la popolazione sta invecchiando e ci sono sempre meno lavoratori attivi per ogni pensionato.
Aspettare che qualcuno risolva il problema non è realistico. La soluzione è una sola: costruirsi una pensione integrativa. E più inizi presto, meno sarà pesante l’impegno mensile. Il tempo, in questo caso, è un alleato preziosissimo.
Il tempo è il tuo miglior alleato: l’interesse composto
E proprio il tempo è uno dei fattori più potenti nell’investimento. Questo grazie al fenomeno dell’interesse composto, un meccanismo che trasforma piccoli risparmi in grandi risultati.
Ecco un esempio concreto:
Se investo 10.000 euro con un rendimento annuo medio del 10%, dopo un anno avrò guadagnato 1.000 euro di interessi. Se non li spendo e li lascio investiti, l’anno successivo guadagnerò interessi anche su quei 1.000 euro, e così via.
Dopo 10 anni, senza versare un euro in più, quei 10.000 euro iniziali diventano circa 26.000 euro. È il tempo che fa la magia. Ecco perché prima inizi, meglio è. Non serve partire con grandi cifre, serve partire subito.
Costruire un portafoglio su misura: l’asset allocation
Investire non è seguire le mode o inseguire il titolo del momento. È costruire un portafoglio equilibrato, cucito su misura in base ai tuoi obiettivi, alla tua età e alla tua tolleranza al rischio.
Se vuoi una regola semplice per farti un’idea di come suddividere i tuoi investimenti tra azioni e strumenti più stabili, puoi usare questa formula:
100 meno la tua età = la percentuale indicativa da destinare alle azioni.
Le azioni, nel lungo periodo, sono lo strumento che offre i rendimenti potenzialmente più alti, ma hanno una caratteristica: sono volatili, cioè il loro valore può oscillare molto nel breve termine.
Il resto del tuo capitale, quello non investito in azioni, può essere allocato in strumenti più stabili e conservativi, come le obbligazioni, che tendono ad avere rendimenti più bassi, ma anche meno rischio.
Esempio:
- Se hai 40 anni, potresti destinare circa il 60% alle azioni (100 – 40 = 60) e il restante 40% a strumenti più difensivi.
- Se hai 60 anni, la quota di azioni potrebbe scendere al 40%, lasciando il 60% in strumenti più sicuri.
Naturalmente, è solo un punto di partenza. La vera asset allocation dovrebbe essere costruita su misura, in base ai tuoi obiettivi di vita, al tuo livello di esperienza e a quanto riesci a dormire sereno quando i mercati oscillano.
Dove guardare oggi: i trend da non perdere
Due grandi trend stanno cambiando l’economia globale e creano opportunità di investimento interessanti:
🔹 Intelligenza Artificiale: una rivoluzione tecnologica che ha appena iniziato a mostrare il suo potenziale.
🔹 Criptovalute: affascinanti ma estremamente volatili. Se decidi di inserirle nel portafoglio, fallo con prudenza e limitandoti a una quota molto piccola.
Vuoi approfondire? Leggi i miei libri
Se vuoi consolidare la tua cultura finanziaria e avere una guida semplice e concreta, ti consiglio di leggere i miei libri:
📖 Viaggio al centro della finanza
📖 Longevità finanziaria
Vuoi una consulenza personalizzata? Prenotala qui!
Ogni storia finanziaria è diversa. Se vuoi costruire una strategia su misura per te, ti invito a prenotare una consulenza gratuita direttamente con me:
👉 Prenota la tua consulenza Un caro saluto,
Filippo Montaina
Consulente Finanziario


