Gli investimenti sostenibili

Siamo ancora in tempo per evitare il collasso ambientale, economico e sociale?

Viviamo in un mondo che sta morendo. Il declino della Terra altro non è che la risposta a quello che noi esseri umani le stiamo facendo.

Nel 2020 la superficie terrestre è stata più calda di 0,98° C rispetto alle temperature medie registrate nell’era preindustriale.

Se pensiamo che non ci riguardi, basta pensare alla recente tragedia avvenuta sulle vette della Marmolada. Si poteva evitare? Di chi è la colpa?

Ci sentiamo sopraffatti da questi eventi. Ci chiediamo cosa possa fare il singolo di fronte a fenomeni di tale portata. La risposta è spesso un inesorabile niente. Pensiamo sia responsabilità dei leader politici, degli esperti, fare qualcosa. Io penso, invece, che ognuno di noi abbia la responsabilità di agire, di adottare comportamenti, anche quelli più semplici, per ridurre l’impatto ambientale. Ma sostenibilità non significa solo ambiente. I temi interessano anche il sociale come la lotta alla povertà, l’inclusione e l’integrazione e le politiche che riguardano la governance delle aziende.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa è stato fatto da parte delle nazioni per evitare il collasso. Sono essenzialmente due gli interventi normativi messi in campo per salvare il pianeta:

  • Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
  • Accordo di Parigi sul clima

Agenda 2030 è stata adottata nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e formula 17 obiettivi da perseguire dal 2015 al 2030 per assicurare un percorso di sviluppo sostenibile per il pianeta e l’umanità.

L’accordo di Parigi, invece, adottato sempre nel 2015, riguarda il cambiamento climatico e fonda la sua finalità sul rafforzamento della capacità di adattamento al cambiamento climatico, ma soprattutto, al contenimento dell’aumento della temperatura globale al di sotto di 2° C rispetto ai livelli preindustriali.

In sostanza, l’obiettivo primario in termini climatici, è quello di ridurre le emissioni di gas serra e arrestare il riscaldamento globale.

Anche il mondo della finanza si è attivato per fare la sua parte. Si parla oggi di finanza sostenibile e investimenti sostenibili relativamente alla selezione e l’incorporazione degli aspetti di natura ambientale, sociale e attinenti il governo delle imprese nella selezione delle aziende da inserire nei portafogli dei fondi o delle gestioni patrimoniali. Il tutto ricade nell’acronimo di investimenti E.S.G. (environmental, social e governance).

Da molti mesi ricevo regolarmente nella mia casella di posta elettronica almeno due o tre mail al giorno da parte di società d’investimento che trattano questi temi. Molte si sono specializzate e fanno della sostenibilità il criterio portante nella selezione delle aziende, prima ancora delle valutazioni di carattere finanziario.

Ti confesso che fino a qualche settimana fa, davo loro un peso relativo concentrando l’attenzione su altri aspetti. Poi ho capito che, se anch’io volevo fare la mia parte, dovevo “metterci la testa”. Così sono partito col fissarmi un obiettivo molto ambizioso: ottenere la massima certificazione italiana sul tema rilasciata da EFPA ITALIA sui temi E.S.G.

Non sono il tipo che ama sbandierare gli attestati. Sono sempre stato convinto che il cliente fosse più attento agli aspetti della relazione, del servizio e, perché no, della performance piuttosto che alla quantità di targhe esposte in ufficio. Certo, non nego che anch’io rimango colpito quando entro in uno studio di un professionista pieno di attestati appesi alle pareti. D’altronde, la nostra mente molto spesso lavora per associazione: tanti attestati uguale tanta professionalità. Io la certificazione EFPA l’ho voluta prendere perché era l’unico modo per dedicarmi allo studio di queste tematiche complesse.

Ho così scoperto che, molto spesso, i fondi sostenibili generano performances migliori o presentano una rischiosità minore rispetto agli altri che ancora non abbracciano interamente queste tematiche, perché selezionano imprese che rispettano non solo i requisiti di riduzione dell’impatto ambientale, ma sono attente ai temi dell’inclusione, dell’uguaglianza e del rispetto dei lavoratori, con un costo del capitale che nel lungo termine tende a ridursi.

Oggi queste tematiche vengono integrate anche nel questionario Mifid, dove rientrano negli obiettivi d’investimento del cliente.

Certo, la strada è ancora lunga e siamo solo agli inizi, ma il tempo stringe.

Nessuno verrà a salvarci: farlo è compito di ognuno di noi, ognuno nelle proprie possibilità. Io ho voluto fare la mia parte uscendo dalla mia zona di confort per arrivare a conoscere tutti gli aspetti che riguardano il mio lavoro e fornire, a chi lo desidera, il massimo livello d’informazione sui temi della sostenibilità.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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