Breve guida su come superare un eventuale crollo dei mercati
Il 2021 è iniziato molto bene: le azioni trattano vicine ai massimi e i rendimenti obbligazionari stanno salendo.
Tra gli addetti ai lavori, ma anche in tantissimi clienti, serpeggia una domanda inquietante: siamo prossimi ad una vistosa correzione?
È infatti evidente che economia reale e mercati finanziari stiano viaggiando su binari opposti. Prima o poi questa divergenza dovrà giocoforza venire meno.
Quindi, chi ha ragione? I mercati o gli economisti?
Probabilmente entrambi: mentre i mercati ragionano in un’ottica di medio termine (sei, dodici mesi), gli economisti fanno proiezioni sulla base di dati più recenti in un’ottica di tre, massimo sei mesi.
Le previsioni degli economisti fatte la scorsa estate, quando il Covid sembrava allentare la sua morsa, vedevano una ripresa vigorosa già a partire dal primo trimestre 2021. Oggi queste previsioni si sono rivelate tristemente fallaci a causa delle forti restrizioni imposte da tutti i governi per far fronte alla seconda ondata pandemica. Tutte le più importanti società di analisi hanno quindi rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il primo trimestre.
Ma i mercati guardano avanti e sono già proiettati verso il secondo e il terzo trimestre. Qui il consenso è unanime: ci sarà crescita, e sarà vigorosa!
La ripresa verrà alimentata dai piani di aiuti che le Autorità Monetarie e Governative hanno introdotto per rilanciare le economie e dalla trasformazione in consumi dell’enorme quantità di risparmio accumulato dalle famiglie durante questi mesi in cui è permesso fare quasi nulla. Si parla di oltre 500 miliardi di euro che si riverseranno nell’economia reale.
Tutto facile, quindi?
Non proprio. Occorre prestare molta attenzione perché il rischio di trovarsi con un mercato azionario sopravvalutato è molto concreto. Il “piano vaccinazioni” prosegue a rilento e oggi appare prematuro fare previsioni su quando effettivamente si tornerà alla normalità.
A ben vedere, inoltre, la folle corsa dei listini azionari è stata alimentata dal deserto dei rendimenti dei titoli obbligazionari. Da tempo metto in guarda dal rischio sopravvalutazione di un asset tipicamente considerato a basso rischio: un rischio che oggi ritengo essere non adeguatamente remunerato.
Gli americani usano utilizzare l’acronimo T.I.N.A. ovvero There Is No Alternative (non c’è alternativa) alle azioni. È forse questo, unitamente alla enorme massa di liquidità presente sui mercati, ad alimentare un rally azionario senza sosta.
Detto questo, vediamo come proteggere il proprio portafoglio da eventuali correzioni.
A mio avviso la soluzione in questa fase di incertezza, oltre al rispetto delle “solite” regole di diversificazione e visione di lungo periodo, risiede nel privilegiare settori che presentano un giusto compromesso tra crescita e valutazioni adeguate, come la Green Energy, la salute, l’intelligenza artificiale e inserire, se non già presenti, materie prime, dollaro e oro come protezione (ho trattato ampiamente questi temi nel mio precedente articolo “un nuovo portafoglio per il prossimo decennio” al quale ti rimando per maggiori informazioni).
Un’altra strategia che è possibile attuare per far fronte a eventuali correzioni dei mercati, è quella di entrare gradualmente attraverso i piani di accumulo, un sistema semplice e allo stesso tempo estremamente efficiente per superare le fasi più turbolente dei mercati.
La cosa peggiore da fare, invece, è quella di restare fuori dal mercato pensando di poter vendere adesso per evitare un eventuale storno e rientrare successivamente a prezzi più bassi. Per chi pensa di riuscire in questa difficile impresa, dico solo che neanche Warren Buffet, il più grande investitore al mondo, persegue questa strategia in quanto il miglior momento per investire è sempre adesso!



