Con una crescita del 31% da inizio anno, l’oro ha mostrato una performance eccezionale, superando tutte le principali asset class. Tuttavia, con i prezzi vicini ai massimi, è naturale chiedersi: è ancora il momento di comprare? Questa decisione non dovrebbe essere guidata solo dal “fear of missing out” (FOMO), ma da un’analisi ponderata del ruolo che l’oro può giocare in portafoglio sia nel breve che nel lungo termine.
Il ruolo dell’oro nel breve e lungo termine
L’oro è tradizionalmente considerato un “porto sicuro” durante i periodi di incertezza economica e volatilità dei mercati. In contesti di inflazione elevata l’oro tende ad apprezzarsi. Negli anni settanta, ad esempio, caratterizzati da un’inflazione molto alta, l’oro ha registrato rendimenti medi superiori al 30% all’anno, diventando il rifugio preferito dagli investitori preoccupati per la perdita del potere d’acquisto. Al contrario, tra il 1980 e il 1999, un periodo caratterizzato da rendimenti eccezionalmente elevati sia per le azioni che per le obbligazioni, l’oro ha avuto un rendimento negativo di quasi il 3% annuo.
Nel lungo termine, l’oro ha registrato una crescita media annua del 4,9%, battendo l’inflazione e persino i titoli di stato americani. Tuttavia, il suo andamento è stato molto altalenante, con fasi di crescita sostenuta seguite da periodi di stagnazione o declino. Questa volatilità riflette la natura dell’oro come asset ciclico, il cui rendimento dipende in gran parte dalle condizioni economiche e dai cicli di mercato prevalenti. Per questo motivo, sebbene l’oro possa fornire protezione in tempi di crisi, è importante bilanciare la sua presenza in portafoglio con altri asset che possono offrire rendimenti più stabili e consistenti nel lungo termine.
La mia opinione personale
Mi occupo esclusivamente di consulenza finanziaria dal 2010, periodo caratterizzato da una crescita straordinaria dei mercati azionari.
Nel decennio che va fino al 2019, l’oro ha registrato un rendimento medio annuo di appena il 3%, risultando meno competitivo rispetto ad altre asset class più redditizie, come le azioni. Questo ha reso l’inserimento dell’oro nei portafogli meno rilevante nelle strategie che ho adottato, privilegiando un’allocazione più orientata alle azioni. Tuttavia, l’attuale contesto di calo dei tassi di interesse e di incertezze economiche, potrebbe favorire una prosecuzione del rally delle quotazioni dell’oro, rendendolo una scelta interessante per proteggere e diversificare i portafogli.
Il ruolo della Cina
L’oro continua a suscitare interesse tra gli analisti, che vedono potenziali margini di crescita ulteriori, con previsioni che indicano un possibile raggiungimento dei 3.000 dollari per oncia entro fine anno. Tuttavia, la dinamica della domanda ha subito alcuni cambiamenti, in particolare per quanto riguarda la Cina. La People’s Bank of China ha recentemente ridotto gli acquisti, dopo un lungo periodo di accumulo. Nonostante questo rallentamento, la domanda in Occidente ha colmato la riduzione, mantenendo i prezzi stabili e confermando il ruolo dell’oro come bene rifugio globale.
Oro fisico o oro digitale? Il confronto con il bitcoin
Negli ultimi anni, il “bitcoin” ha guadagnato popolarità come “oro digitale”, cercando di scalzare l’oro fisico dal suo trono. La promessa del bitcoin come alternativa all’oro ha attratto molti investitori alla ricerca di un asset decorrelato dalle tradizionali classi di investimento. Tuttavia, nonostante l’attenzione mediatica e la crescita del mercato delle criptovalute, l’oro fisico sembra essersi ripreso il suo posto dominante, confermandosi come il bene rifugio per eccellenza nei periodi di maggiore incertezza.
Diversificare con metalli preziosi e altre materie prime
Oltre all’oro, è utile considerare anche altre materie prime per la diversificazione del portafoglio. Le terre rare, ad esempio, rappresentano un’opportunità interessante per chi guarda al lungo termine, data la loro importanza nell’industria tecnologica e nelle energie rinnovabili. L’argento, pur essendo un metallo più volatile, offre prospettive di crescita, sostenute dalla crescente domanda industriale per l’elettronica e l’energia solare. Il rapporto oro/argento, attualmente attorno a 80, suggerisce che l’argento potrebbe essere sottovalutato rispetto all’oro, creando potenziali opportunità di investimento.
Anche il mercato del rame ha risentito delle dinamiche economiche cinesi. Il rallentamento del settore immobiliare e della domanda di veicoli elettrici ha portato a un calo dei prezzi del metallo rosso, sebbene le prospettive di lungo termine rimangano positive grazie alla transizione energetica. Le industrie che adottano tecnologie verdi continuano a sostenere la domanda di rame, rendendolo una risorsa strategica per il futuro.
I metalli preziosi, insieme ad asset come i bond indicizzati all’inflazione e altre materie prime, sono tra le poche categorie che possono fornire una reale diversificazione quando le azioni e le obbligazioni soffrono simultaneamente. Questa diversificazione è cruciale in un portafoglio bilanciato, poiché riduce la volatilità complessiva e migliora il profilo rischio/rendimento.
Come puoi investire in oro
Per esporsi all’oro e ad altre materie prime, gli investitori hanno diverse opzioni. Una prima soluzione consiste nell’acquistare direttamente azioni di società minerarie. Meglio ancora, operare attraverso strumenti passivi, come gli ETF (Exchange Traded Fund) o attivi, come i fondi comuni d’investimento. Gli ETC (Exchange Traded Commodity) e gli ETP (Exchange Traded Product) forniscono, invece, un’esposizione più strettamente legata al metallo fisico. Personalmente preferisco queste ultime soluzioni perché investire direttamente nelle società può comportare rischi specifici maggiori mentre comprare direttamente dei lingotti, espone ai rischi e ai costi di conservazione.
Il ruolo dell’oro come parte di una strategia bilanciata
Includere l’oro in portafoglio può migliorarne l’efficienza, offrendo una protezione contro l’incertezza economica e le turbolenze di mercato. Il suo ruolo diventa particolarmente rilevante durante le fasi di alta inflazione o politiche monetarie espansive, ma il suo valore come strumento di diversificazione è indiscutibile anche nel lungo termine. Non a caso, quello che viene considerato da molti come il “miglior portafoglio del mondo” per stabilità e affidabilità, il Golden Butterfly, prevede l’inserimento di una quota del 20% di oro. Questo approccio sottolinea l’importanza di mantenere una componente di metalli preziosi anche nei portafogli più bilanciati, per garantire protezione in qualsiasi ciclo di mercato. La scelta di inserire l’oro deve quindi essere ponderata e basata su una valutazione attenta delle condizioni di mercato, delle politiche monetarie e delle prospettive economiche future. In questo modo, è possibile costruire un portafoglio capace di affrontare qualsiasi sfida, bilanciando protezione e opportunità di crescita.



