Come sono stati gli ultimi tre anni?
Pandemia, isolamento, inflazione, guerra…
Stiamo vivendo una fase caratterizzata da una forte incertezza. L’intrecciarsi di criticità domestiche e internazionali è il segno primario della nostra epoca, tanto che l’incertezza viene definita come la nuova normalità.
Insomma, nella vita come in finanza, di certo non c’è proprio nulla. Unica eccezione: il rendimento di un titolo di stato! La certezza è tornata e BTp è il suo nome. Il BTp è un titolo di Stato, sicuro, semplice, efficace. Non è un “fondo”, non è un’assicurazione, non è un’azione… tutte cose che hanno dato solo dispiaceri negli ultimi anni…
Quante volte ho sentito dirmi: “sono un risparmiatore prudente, mi accontento del 4%”. Et voilà, il 4% è arrivato.
Tuto finito, quindi? Game over per quei pazzi che vedono l’investimento come qualcosa che può aiutarli a raggiungere obiettivi più ambiziosi come, ad esempio, aiutare i figli a frequentare le migliori università, comprare una casa o anche “solo” disporre di un capitale che possa permettere di vivere una terza e quarta età senza temere di non aver abbastanza risorse?
Ok, lo ammetto: sono pazzo.
Sono pazzo perché ho l’ambizione di aiutare quelli che mi seguono ad ottenere di più, a realizzare qualcosa di più di un “semplice” 4%. Certo, se guardiamo i rendimenti degli ultimi anni, un 4% sarebbe stato un obiettivo più che desiderato, quasi irraggiungibile e oggi che lo abbiamo finalmente tra le mani, perché mai dovremmo rinunciarvi e avventurarci in difficili impostazioni di portafoglio per realizzare cosa? Magari solo un paio di punti percentuali in più, correndo il rischio di perdere ancora soldi?
Ebbene, ti svelo un segreto: i mercati oscillano. Howard Marks, autore del bellissimo libro “La cosa più importante per investire con buon senso” afferma che i mercati, così come la mente degli investitori, si comportano come un pendolo che oscilla tra avidità e paura, tra valutazioni alle stelle e valutazioni a sconto, senza mai stare nel mezzo. Come dare torto al buon vecchio Howard?
Peccato che per le persone, quando il loro portafoglio oscilla in negativo, quelle sono perdite. E tu consulente, prova pure a spiegare loro che si tratta pur sempre di fluttuazioni…
La differenza è tutta nell’orizzonte temporale.
Noi non siamo il nostro cane o il nostro gatto! Per loro, l’orizzonte temporale è qualcosa di dannatamente breve (chi ha sofferto la perdita di un animale domestico, sa a cosa mi riferisco). Ma per noi, l’orizzonte temporale è per forza diverso, molto più lungo.
Sai cosa? Nel giusto orizzonte temporale, un portafoglio azionario ben diversificato, non ha mai fatto perdere soldi! Dato che sono pazzo, e ai pazzi tutto è concesso, ti dico anche che “nel giusto orizzonte temporale, un fondo azionario offre la garanzia del capitale”.
Come disse il Cappellaio Matto a Alice nel Paese delle Meraviglie “sei matta, svitata, hai perso la testa… Ma ti dirò un segreto: tutti i migliori sono matti”.
Investire richiede la capacità di distinguersi e di imparare a gestire la propria emotività. Facciamo un esempio concreto: un recente studio sui rendimenti attesi nei prossimi 10-15 anni, indica che l’unica area che sembra in grado di generare un rendimento vicino al 10% è la Cina. In quanti, oggi, sono disposti ad investire nel Gigante Asiatico dopo tre anni di rendimenti fortemente negativi? Pochi.
Investire richiede la capacità di distinguersi e di imparare a gestire la propria emotività.
È la padronanza comportamentale ciò che distingue un investitore di successo da uno mediocre. Per questo, nelle prossime settimane, come un allenatore che guida i suoi giocatori verso il successo, ti terrò compagnia con una serie di articoli sull’unica finanza che conta veramente: la finanza comportamentale.
Ti insegnerò i comportamenti chiave da adottare per arricchire la tua conoscenza finanziaria e, perché no, il tuo portafoglio.



