Portafogli d’autunno: Come affrontare un periodo incerto sui mercati

Settembre è storicamente un mese sfidante per gli investitori. Le statistiche parlano chiaro: la probabilità che il mese si chiuda in positivo è solo del 30%, contro il 90% di mesi come luglio e novembre. Dal 1928 ad oggi, settembre è l’unico mese dell’anno con una performance media storicamente negativa per i mercati sviluppati, con un risultato medio pari a -1,2%.

Questa prima settimana ha rispettato la tradizione: l’indice S&P500 ha perso oltre il 4% in soli cinque giorni.

Ma cosa sta succedendo?

Fino a qualche giorno fa, i mercati sembravano fiduciosi, sostenuti da economie in crescita e inflazione in calo, ma gli ultimi dati pubblicati negli Stati Uniti hanno aumentato il timore che una recessione possa diventare realtà. In Europa, la situazione non è molto diversa: la Germania è sull’orlo della recessione, mentre in Cina una crisi dei consumi sta minacciando gli obiettivi di crescita fissati dal governo. In Giappone, il cambio di rotta nella politica monetaria ha portato al rafforzamento dello yen, con ripercussioni sui mercati globali.

Perché? Il Giappone era una delle poche aree sviluppate con una politica monetaria accomodante, che ha alimentato un’operatività nota come “carry trade”. In parole semplici, molti investitori si indebitavano in yen, a tassi molto bassi, per investire in mercati con rendimenti più alti, come quello statunitense. Il rafforzamento dello yen ha portato molti operatori a vendere in fretta, scatenando un effetto domino sui mercati.

A tutto ciò si aggiungono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e Ucraina, e le prossime elezioni presidenziali americane.

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Cosa fare in questo contesto?

Alcuni potrebbero lamentarsi per non aver realizzato i guadagni ad agosto, ma è importante mantenere la calma e seguire la propria strategia d’investimento, senza lasciarsi influenzare dai movimenti giornalieri.

I mercati hanno sempre alti e bassi: è parte del gioco. Investire significa accettare anche i momenti di flessione, sapendo che sono quelli che permettono di guadagnare nel lungo termine.

Accantonato per il momento il pericolo inflazione, lo scenario dei prossimi mesi sarà caratterizzato dal mantra: recessione sì, recessione no. Sono mesi che ne parliamo, tanto che questa è forse la recessione più annunciata della storia.

Scenario 1: La recessione arriva

Se la recessione dovesse materializzarsi, le banche centrali sarebbero costrette ad abbassare i tassi più di quanto il mercato si aspetti oggi. In questo caso, le obbligazioni potrebbero essere l’investimento più profittevole, con prezzi in aumento grazie alla relazione inversa tra tassi e prezzi.

Le azioni, invece, potrebbero soffrire nel breve termine a causa del calo dei consumi e degli utili aziendali, ma una volta che i tagli dei tassi inizieranno a produrre effetti, si assisterà a una ripresa dei mercati azionari. In questo contesto, le azioni europee potrebbero risultare più interessanti grazie a valutazioni più basse rispetto a quelle americane.

Un altro asset che potrebbe risultare protagonista è l’oro, che beneficia di contesti con tassi bassi, grazie ad una minore concorrenza da parte degli investimenti cedolari e approfittando di un possibile indebolimento del dollaro.

Scenario 2: La recessione è scongiurata

Se la recessione fosse evitata, le obbligazioni potrebbero rimanere stabili, mentre le azioni potrebbero beneficiare di valutazioni considerate meno “tirate” grazie al calo dei tassi. In questo caso, il mercato azionario statunitense, pur con valutazioni più alte, resta quello con le migliori prospettive di rendimento a breve e medio termine.

L’oro potrebbe avere performance meno brillanti, mentre le materie prime potrebbero riprendere slancio, come spesso accade durante le fasi di espansione economica.

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Il mio punto di vista

Personalmente, ritengo che una recessione non ci sarà, o qualora dovesse verificarsi, sarebbe di breve durata. Tuttavia, le incertezze non mancano ed è quindi fondamentale mantenere portafogli ben diversificati su tutte le principali asset class, includendo anche materie prime e oro. Nonostante le quotazioni più elevate, io continuo a preferire le azioni americane rispetto a quelle europee.

Uno sguardo al mercato italiano

Per gli investitori con una forte esposizione domestica, è interessante notare che il nostro FTSEMIB ha avuto una buona performance negli ultimi mesi e potrebbe continuare a sovraperformare altri mercati europei grazie alla sua composizione, ricca di titoli finanziari ed energetici. I titoli finanziari, sebbene vedranno ridursi i margini d’intermediazione con il calo dei tassi, potrebbero beneficiare del ritorno a investimenti diversi dai titoli di stato. Gli energetici, invece, potrebbero trarre vantaggio dal calo dei tassi, dato che molte società del settore fanno ampio ricorso al debito per finanziare le loro attività.

Il caso Cina: una nota dolente

I principali indici cinesi continuano a registrare performance deludenti, e siamo vicini al quarto anno consecutivo di perdite, un evento senza precedenti. Senza politiche incisive per rilanciare i consumi, le prospettive restano deboli. Molte case d’investimento, tra cui JPMorgan, stanno consigliando ai loro clienti di ridurre l’esposizione verso la Cina, anche in vista delle prossime elezioni statunitensi. Se stai accumulando gradualmente con piani di accumulo, puoi continuare, approfittando della debolezza attuale; se invece hai un’esposizione superiore al 10%, considera di ridurla al 5%.

In conclusione

Sconvolgere la propria strategia d’investimento per una singola notizia di mercato non è mai una buona idea. Nessuno sa con certezza cosa accadrà, ma un portafoglio diversificato e ben gestito è la miglior risposta all’incertezza. Con i miei clienti, lavoreremo insieme per adattare le strategie al contesto di mercato nelle prossime settimane.

Chi, invece, ancora cliente non lo è, può fissare una call gratuita con me all’indirizzo: www.montainafilippo.it/call.

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