Il 18 settembre ha segnato una svolta importante per i tassi di interesse americani, con la Federal Reserve che ha sorpreso molti analisti tagliando i tassi di 0,50 punti percentuali. Questo taglio inaspettato potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase per l’economia statunitense, con almeno altri due tagli da 0,25 punti previsti nei prossimi sei mesi.
Inizialmente, i mercati hanno reagito con incertezza, preoccupati che la Fed potesse avere informazioni negative sull’economia. Tuttavia, questo timore è svanito rapidamente e le piazze azionarie hanno segnato un rialzo generalizzato. È chiaro, però, che l’attenzione degli investitori si sta ora spostando su un altro evento chiave: le prossime elezioni presidenziali americane.
Trump o Harris: cosa potrebbe cambiare?
Le elezioni americane rappresentano sempre un momento cruciale per i mercati, e questa volta non sarà diverso. Trump, che aveva inizialmente accumulato un vantaggio importante nella corsa contro Biden, sembra oggi essere sfavorito. Tuttavia, come abbiamo visto nel 2016, il sistema elettorale americano può riservare sorprese, soprattutto grazie al meccanismo dei collegi elettorali, che lascia a pochi “swing states” la possibilità di ribaltare il risultato.
Cosa aspettarsi da una presidenza Trump?
Se Trump dovesse essere rieletto, è probabile un ritorno delle politiche protezionistiche. Questo significherebbe:
- Guerre commerciali rinnovate con l’Europa e nuovi dazi verso la Cina.
- Settore energetico in crescita, grazie a politiche favorevoli alle industrie del petrolio e del gas.
- Manifattura USA in ripresa, grazie a misure di protezione delle industrie locali.
Il settore energetico, l’industria manifatturiera e quello finanziario potrebbero quindi essere i maggiori beneficiari di un secondo mandato Trump.
Una vittoria di Kamala Harris, invece, porterebbe probabilmente a una continuità con le politiche attuali. Ci si potrebbe aspettare:
- Stabilità sul fronte internazionale e commerciale, con meno tensioni nei confronti di Europa e Cina.
- Politiche fiscali più equilibrate e orientate al sostegno delle fasce più deboli.
In ogni caso, la differenza tra i due candidati potrebbe non tradursi in uno stravolgimento dell’economia, e per questo è importante guardare ai dati macroeconomici, che guideranno le performance dei portafogli nel lungo termine.
Non rimanere indietro, ricevi i miei aggiornamenti via e-mail!Dati macroeconomici: dove investire ora?
- Inflazione sotto controllo: Sia in Europa che negli Stati Uniti, l’inflazione sembra ormai gestibile.
- Soft landing per l’economia USA: La tanto temuta recessione ha poche probabilità di materializzarsi. L’economia americana si sta stabilizzando con una crescita del 2% e un leggero aumento della disoccupazione.
- Problemi strutturali in Europa: L’Europa sta affrontando difficoltà politiche, soprattutto in Francia e Germania. Quest’ultima sta subendo un forte rallentamento del settore auto, particolarmente esposto al calo delle esportazioni verso la Cina.
- Cina in crisi di fiducia: Anche la Cina sta attraversando un periodo di incertezza, ma resta un’area interessante per investimenti a lungo termine, grazie alla sua leadership tecnologica e nelle materie prime per la transizione energetica.
Mercati azionari: USA in testa, ma occhio alla rotazione settoriale
Guardando al futuro, le aree geografiche di maggiore interesse restano le stesse: l’America in testa, seguita dall’Europa. Anche il Giappone potrebbe proseguire il suo rally. Tuttavia, potremmo assistere a una rotazione settoriale, con un’attenzione che si sposterà dalle ormai celebri “magnifiche sette” verso altre società con valutazioni più interessanti.
Per chi ha disponibilità limitate, è consigliabile un approccio globale, diversificando in modo da non esporsi troppo a singoli settori o mercati.
E il mercato obbligazionario?
Il mercato obbligazionario, negli ultimi mesi, ha scontato uno scenario recessivo, probabilmente sopravvalutando il potenziale calo dei tassi di interesse. L’esempio più eclatante è stata la reazione dei titoli a lunga scadenza al maxi taglio della Fed, che hanno visto un calo dei prezzi e un aumento dei rendimenti, contrariamente a quanto molti si aspettassero.
Cosa aspettarsi ora?
A meno di sorprese particolarmente negative dal fronte della crescita economica, non è credibile un nuovo rally dei prezzi obbligazionari. Gli investitori dovranno “accontentarsi” principalmente dei rendimenti derivanti dalle cedole. Tuttavia, il mondo obbligazionario è vasto e offre ancora buone opportunità.
- Obbligazioni governative e societarie di alta qualità: ideali per chi cerca stabilità e vuole evitare rischi.
- Segmento high yield, finanziari e paesi emergenti: per chi è disposto a correre maggiori rischi, ci sono opportunità interessanti, ma attenzione: con l’aumento delle insolvenze, una buona selezione è fondamentale.
Meglio quindi evitare il “fai da te” e affidarsi ad un consulente che sappia orientare le scelte in questo vastissimo mondo.
Oro senza freni: la scia dei record prosegue, vale ancora la pena?
Concludo accennando al ruolo dell’oro, il cui prezzo ha continuato a crescere. Ma è ancora un buon momento per investire in metalli preziosi? Farò un approfondimento su questo tema nella prossima edizione della newsletter.
Nel frattempo, godiamoci questo momento di relativa stabilità economica, quello che gli analisti chiamano uno scenario “riccioli d’oro”, dove tutto sembra andare per il meglio.
Ricevi ogni due mesi “L’INVESTITORE CONSAPEVOLE”Le sfide future per gli investitori
Nei prossimi anni, dovremo affrontare tre sfide importanti, quelle che vengono definite le 3 D: demografia, debito e deglobalizzazione.
L’invecchiamento della popolazione e l’aumento del debito pubblico metteranno pressione sui sistemi previdenziali e sanitari. Inoltre, la deglobalizzazione è ormai in corso, e i paesi più orientati all’esportazione saranno costretti a rivedere le loro strategie.
Non è ancora tempo di prepararsi a un nuovo “disordine mondiale”, ma è sempre il momento giusto per costruire portafogli solidi e resilienti, che possano affrontare l’incertezza con ottimismo. Ricordiamoci che l’obiettivo di ogni investitore non è indovinare dove andrà il mercato, ma costruire una strategia che funzioni nel lungo periodo.
Per chi ancora non è mio cliente, ma desidera approfondire questi aspetti, ricordo che è possibile fissare una consulenza gratuita con me di trenta minuti, digitando www.montainafilippo.it/call.



