Un portafoglio per tutte le stagioni

Che tipo di portafoglio dovrebbe avere un investitore per essere relativamente certo che si comporti bene sia nei momenti buoni che in quelli cattivi?

Trovare risposta a questa domanda equivale a trovare il Paradiso dell’investitore, un luogo meraviglioso dove godere dei frutti del mercato senza soffrire le pene della volatilità a cui questo ti sottopone.

Se pensi che questo Eden non esista, tieniti forte perché sto per rivelarti un segreto: esiste, e anche tu puoi percorrerne i suoi sentieri.

Prima di scorrere velocemente il testo con gli occhi per arrivare al punto in cui svelo questa ricetta magica, devi portare un po’ di pazienza e conoscere chi l’ha elaborata.

Ray Dalio, chi era costui?

Fondatore di una delle più grandi case d’investimento al mondo, Bridgewater Associates, Ray Dalio può essere considerato il Leonardo da Vinci degli investimenti. Non troppo conosciuto dall’investitore medio, è uno dei personaggi di spicco dell’alta finanza americana e spesso è stato interpellato dai Presidenti delle massime autorità finanziarie mondiali.

Fatte le doverose presentazioni, per comprendere in pieno il valore della teoria di Ray, devo prima accennarti brevemente alla Moderna Teoria di Portafoglio, elaborata da Harry Markowitz nel 1952 per la quale gli fu assegnato il Premio Nobel per l’economia. In estrema sintesi, questa ci dice che gli investimenti, all’interno di un portafoglio, non devono essere considerati singolarmente, ma come un insieme. Il modo in cui questi sono diversificati, determina il risultato finale.

In genere si tende ad immaginare un portafoglio ben diversificato quando questo è composto da una certa percentuale di azioni e obbligazioni. Per semplicità, immaginiamo di avere il 50% di azioni e il 50% di obbligazioni. Utilizzando questo approccio “bilanciato”, noi speriamo nella buona performance delle azioni così come delle obbligazioni. Allo stesso tempo, pensiamo che in momenti di crisi dei mercati azionari, la componente obbligazionaria possa compensare la discesa del valore del nostro investimento.

Purtroppo la storia ci restituisce una realtà ben diversa. Se è vero che mediamente un portafoglio così composto ci ha offerto rendimenti molto generosi negli ultimi 12 anni, analizzando l’andamento medio dei fondi bilanciati negli ultimi tre anni, vediamo che, alla data di pubblicazione di questo articolo, il calo massimo è oscillato tra un -1,54% e un più disarmante -34,12%. In sostanza, si sono mossi bene quando le cose sono andate bene e male quando sono andate male.

Il tradizionale portafoglio bilanciato 50/50 è stato messo in discussione molte volte negli ultimi anni e questi primi mesi del 2022 stanno presentando un conto piuttosto salato.

Ray Dalio si è quindi basato sulla teoria di Markowitz per arrivare a formulare quello che lui ha definito: il portafoglio all weather, ovvero il portafoglio adatto a tutte le stagioni. Alla base della teoria, risiede la constatazione che quattro condizioni determinano il movimento dei prezzi dei beni:

  1. Inflazione (prezzi in aumento)
  2. Deflazione (discesa dei prezzi)
  3. Aumento crescita economica
  4. Rallentamento crescita economica

Di norma, sono le sorprese che determinano che tipo di investimenti andranno bene. In un contesto di aumento della crescita economica, andranno bene le azioni che, viceversa, tenderanno a scendere in un contesto di rallentamento. Nelle fasi di inflazione elevata, saranno le obbligazioni ad andare male, mentre tenderanno a crescere nelle fasi di inflazione in diminuzione.

Se inizia a girarti la testa, è sufficiente che ti focalizzi sul concetto che il contesto economico muta nel tempo e non ci è dato di sapere come sarà nei prossimi mesi o anni.

Dalla constatazione che esistono solo quattro condizioni – o stagioni economiche – nasce l’idea di Ray che afferma che “dovresti avere il 25% del tuo rischio in ciascuna delle categorie che storicamente crescono nei rispettivi contesti”.

La ricetta di Ray è così composta:

  • 30% azioni globali
  • 15% obbligazioni governative a medio termine
  • 40% obbligazioni governative a lungo termine
  • 7,5% oro e metalli preziosi
  • 7,5% materie prime

Unica cosa da fare, una volta impostato questo tipo di portafoglio: ribilanciarlo almeno una volta all’anno.

Un portafoglio così composto, dal 2007 ad oggi, avrebbe avuto un andamento molto lineare, generato rendimenti medi intorno al 6% annuo, con cali piuttosto contenuti (-2% da inizio anno).

Tutto facile, quindi?

Non proprio, o non del tutto. Una volta stabilita una struttura di base (la cosiddetta asset allocation strategica), occorre selezionare i migliori fondi di investimento o ETF e inserirli nei pesi consigliati dal Ray.

Io, che non amo le ricette preconfezionate, preferisco aggiungere un po’ di tattica, andando a modificare leggermente le percentuali in funzione del contesto e della propensione al rischio di ciascun cliente. Da alcuni mesi, infatti, ho aumentato la percentuale di materie prime ben oltre il 7,5% mentre, fino alla fine del 2020, non arrivava al 5%. Per la parte obbligazionaria, invece, da diversi mesi ho aumentato le obbligazioni indicizzate all’inflazione riducendo la quota di obbligazioni a lunga scadenza a tasso fisso nominale.

A questo punto hai la ricetta magica e hai due possibilità: provare a far da solo o contattarmi al nr. 324 0831855. Sarò felice di realizzare per te il tuo portafoglio quattro stagioni.

P.S. prima di chiedere al tuo consulente di impostarti un portafoglio di questo tipo, chiediti perché non te ne ha mai parlato prima..

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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