I 5 vantaggi della pensione integrativa

Una vita più lunga non è sempre una vita migliore

Vent’anni. È questa la durata media della nostra vita in pensione.

Fino a qualche anno fa, chi cessava l’attività lavorativa poteva contare su una pensione più o meno pari all’ultima retribuzione. Ora non è più così.

La pensione pubblica, una volta cessata l’attività lavorativa, non sarà in grado di garantirci lo stesso tenore di vita. Un lavoratore dipendente di quarant’anni riceverà una pensione pari a circa due terzi dell’ultima retribuzione; un lavoratore autonomo, circa la metà.

Sono ancora pochissimi gli italiani che hanno preso coscienza del problema. Solo un terzo dei lavoratori ha aderito ad una forma di previdenza complementare, ma anche chi lo ha fatto, ha versato troppo poco. Circa la metà degli aderenti non ha versato nulla nel 2020 o ha versato meno di mille euro.

Questo porta ad una situazione in cui, circa la metà degli aderenti, ha accumulato un montante inferiore ai diecimila euro.

Anche le scelte sui vari comparti mostrano evidenti lacune di carattere finanziario: c’è una netta prevalenza delle linee garantite o prudenti, mentre le linee azionarie vengono preferite da una minoranza, anche tra gli aderenti più giovani.

Eppure, l’adesione ad una forma di previdenza complementare ha enormi vantaggi. Io ho individuato i cinque principali:

  1. Il fattore tempo

Il tempo è il vantaggio gratuito più grande che abbiamo a disposizione. Prima si inizia a versare e meglio è. Un quarantacinquenne che versasse 200 euro al mese su una linea bilanciata, potrebbe contare a 67 anni su una rendita di 273 euro. Se rimandasse la decisione di cinque anni, si troverebbe con 85 euro in meno di rendita. Se, invece, avesse iniziato cinque anni prima, si troverebbe con ben 100 euro in più.

2. Il fattore mercato

Il tempo è un alleato, soprattutto se abbinato all’effetto dei mercati. Aumentando il periodo d’investimento, aumenta notevolmente la probabilità che un piano pensionistico azionario sia più conveniente rispetto a uno obbligazionario. Optando per una linea azionaria, il percorso sarà più altalenante, ma, ricorda: “in finanza è il punto d’arrivo quello che conta”. Nella previdenza complementare i versamenti sono generalmente ricorrenti. Questo riduce moltissimo il rischio di entrare sui mercati in momenti sbagliati.

3. Il fattore fiscalità

I fondi pensione beneficiano di vantaggi fiscali nelle varie fasi:

beneficio nel presente con possibilità di portare in deduzione dall’IRPEF, il versamento effettuato nei limiti della cifra massima di euro 5.164,57. Tale beneficio vale anche per i familiari fiscalmente a carico

beneficio nel durante con tassazione agevolata sulle plusvalenze realizzate dal fondo tassate al 20% anziché al 26%

beneficio nel futuro con tassazione massima del 15% in fase di riscatto della prestazione, con possibilità di arrivare al 9% in funzione degli anni di contribuzione al fondo.

Un consiglio riguardo la fiscalità: se puoi, reinvesti nel fondo il beneficio fiscale offerto dalla deducibilità. Questo aumenterà di molto la somma che ti troverai a disposizione alla fine del piano!

4. TFR

Il trattamento di fine rapporto, si sa, è una risorsa “invisibile” per i lavoratori dipendenti. È possibile conferirlo alla previdenza complementare beneficiando di numerosi vantaggi (ho trattato il tema nel mio precedente articolo (https://www.montainafilippo.it/tfr-meglio-in-azienda-o-in-un-fondo-pensione/)

5. Il contributo datoriale

Vantaggio non per tutti, ma che riguarda i lavoratori dipendenti che possono ottenere, sulla base di accordi principalmente collettivi (ma non solo), il contributo del datore di lavoro nel versamento al fondo pensione. In questo caso, all’euro versato dal dipendente, corrisponde un versamento equivalente da parte del datore di lavoro (se ci pensi, corrisponde ad un rendimento del 100%).

La normativa consente la possibilità di avere più di un fondo. Chi può contare sul contributo datoriale ha un’enorme convenienza ad aderire al fondo collettivo, ma questo non vieta che possa aprire anche un fondo individuale e mantenere entrambi i binari aperti.

In conclusione: fare le scelte giuste, informarsi sulle possibilità offerte dalla normativa e sfruttare adeguatamente, tempo, mercati e fiscalità, conti alla mano, consente di godere di una ricchezza di tre volte maggiore rispetto a chi decide di “non decidere”.

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In finanza le regole per ottenere risultati soddisfacenti sono semplici. Difficile è rispettarle e sfruttarle correttamente. Sono Filippo Montaina e da 30 anni faccio in modo che i miei clienti facciano entrambe le cose. Continua a leggere…

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