Caro amico ti scrivo
“Outlook 2022”: in questi giorni è questo il titolo di almeno una mail su cinque nella mia casella di posta elettronica. Ho passato anni a stampare e leggere i report delle principali case d’investimento sulle previsioni per il nuovo anno, solo per rendermi sistematicamente conto che fare previsioni è pura attività da cartomanti (https://www.montainafilippo.it/il-paradosso-delle-previsioni/).
Anche nel 2021 non è andata diversamente. Nessuna delle previsioni fatte a inizio anno si è rivelata corretta. Il Covid è ancora con noi, la crescita è circa la metà di quella prevista, mentre l’inflazione è il triplo.
Ma, se serve a poco fare previsioni a breve, questo non significa che chi fa il mio mestiere non debba fare delle riflessioni sugli scenari che possono delinearsi nel prossimo futuro, in modo da non farsi trovare impreparati.
Vediamo quindi quali possono essere i fattori chiave che muoveranno i mercati nel 2022.
- Variante Omicron. Pur avendo imparato a convivere con il virus e le sue infinite varianti tanto che i suoi effetti sembrano essere sempre meno gravosi sulle economie, gli scenari che si possono delineare sono molteplici. Se omicron si rivelerà più contagiosa, ma meno pericolosa rispetto alle varianti precedenti, si potrebbe accelerare il processo di ritorno alla normalità. Viceversa, l’eventuale ricorso a nuove forti misure restrittive, porterebbe ad una riduzione dei consumi e ad un nuovo rallentamento delle economie.
- Inflazione. È questo il vero catalizzatore che muoverà i mercati nel corso del 2022. Tema che ho ampiamente trattato quest’anno (https://www.montainafilippo.it/come-difendersi-dallinflazione/), ma con il quale dovremo ancora fare i conti. Gli analisti di Bloomberg prevedono per il 2022 un calo dell’inflazione poco sopra il 2%. Il problema è che la stessa previsione era stata fatta per il 2021 e sappiamo tutti com’è andata a finire… Molte altre variabili potrebbero addirittura spingere al rialzo l’inflazione: la stessa variante omicron, la transizione energetica con i costi che questa comporta nonché i rischi geopolitici tra Russia e Ucraina che potrebbero far lievitare ulteriormente il prezzo del gas.
- Rialzo tassi. Al rialzo dell’inflazione segue, di norma, un rialzo dei tassi. La banca centrale americana ha ormai abbandonato la finzione sulla transitorietà dell’inflazione e messo in cantiere ben nove rialzi dei tassi nei prossimi tre anni. È questa la partita più delicata a cui sono chiamate le banche centrali. Spingere troppo sulla leva dei tassi potrebbe compromettere la crescita e portare il mondo verso una recessione. Per contro, lasciarsi sfuggire di mano l’inflazione potrebbe portare ad uno scenario anche peggiore.
Saranno quindi questi i temi centrali con cui confrontarsi nei prossimi mesi. Ci sono poi altri temi importanti quali, ad esempio, l’andamento dell’economia cinese. Unica vera delusione di questo generoso 2021, la Cina sembra disinteressarsi dell’andamento dei propri listini azionari per proseguire verso la sua politica orientata al ridimensionamento del debito e la riduzione delle disuguaglianze.
Ci troviamo quindi di fronte a numerose incognite. Sarà probabilmente un anno più difficile dal punto di vista dei ritorni sugli investimenti e con maggiore volatilità.
Tuttavia, l’atteggiamento ancora particolarmente benevolo delle banche centrali che procederanno lentamente a ridurre le eccezionali misure espansive introdotte per far fronte alla pandemia, in un contesto di robusta crescita economica per l’economia mondiale, potrebbe portare ad un anno ancora positivo per gli investimenti, in particolare azionari.
L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà, io mi sto preparando, e questa non è una novità…
Buon anno!



