Eseap è un paese molto, ma molto particolare, nel quale tutto funziona alla rovescia: le case hanno le ruote e si abita nelle auto, i vecchi vanno a scuola mentre i bambini governano… Tutto funziona alla perfezione finché non arriva la ricchissima contessa Michelangela Michelotto, pronta a comprare tutto.
Cosa c’entra la fiaba di Rodari con il momento che stiamo vivendo? Il messaggio di fondo del racconto è un’amabile, ma efficace critica al consumismo e all’arroganza del potere. E cosa c’è di più arrogante e disgustoso di voler imporre il proprio potere con la forza?
Inoltre, anche in ambito finanziario, il conflitto ha completamente ribaltato lo scenario su cui abbiamo fatto tante considerazioni fino a due settimane fa. Dall’inizio della guerra, infatti, i mercati hanno cambiato completamente intonazione.
In questo mare d’incertezza, non è tuttavia opportuno stravolgere i propri portafogli. Come ho più volte ripetuto, restare calmi e fermi è sempre la soluzione migliore in momenti di estrema incertezza. Tuttavia, ciò non toglie che non si possa valutare se apportare alcune correzioni che possano aiutarci ad affrontare meglio questo difficile momento.
Cosa è cambiato?
Lo scenario di base rimane quello caratterizzato da elevata inflazione. La guerra non fa altro che peggiorare le prospettive di rialzo dei prezzi. Questo vale in particolare per l’Europa che soffre secolarmente di dipendenza energetica da altri Paesi, mentre l’America gode di maggiori risorse tanto che si parla già di importare il gas dagli Usa.
Stanno cambiando, invece, le prospettive di crescita. L’Europa uscirà molto penalizzata dall’introduzione delle sanzioni alla Russia e potrebbe rallentare significativamente il PIL dell’area euro. Il rischio di stagflazione (vedi precedente articolo) potrebbe concretizzarsi solo in questa area. In America la crescita dovrebbe rimanere forte e le tensioni belliche potrebbero portare la FED ad intervenire sul rialzo dei tassi in maniera più graduale di quanto ipotizzato solo due settimane fa. Un atteggiamento più accomodante, potrebbe dare nuovo slancio agli investimenti azionari.
La Cina, dal canto suo, gode di bassa inflazione, ma anche qui iniziano a registrarsi i primi segnali di rallentamento della crescita.
Detto questo, vediamo “voce per voce” come muoversi sui portafogli:
Azioni
Da un punto di vista geografico, tornare a preferire America e Asia in portafoglio a scapito di Europa e Italia. Relativamente a questo aspetto, non serve fare niente in quanto negli ultimi anni i miei portafogli sono stati sempre impostati così. In questo momento non sembra essere particolarmente conveniente posizionarsi sui paesi emergenti, a meno che non si sia così lungimiranti da attivare un piano di accumulo a scadenza ultra decennale.
Settori: Banche
La guerra ha ribaltato le aspettative di crescita del settore finanziario che rischia di tornare a soffrire in un contesto di rallentamento economico. Se, quindi, il settore finanziario sembrava essere tra i preferiti per via del rialzo dei tassi (che comunque ci sarà), il conflitto ne riduce l’appeal.
Settori: Difesa
In questi giorni abbiamo assistito ad un’impennata delle quotazioni dei titoli legati alla difesa. Personalmente non entrerei a questi livelli anche se è molto probabile una prosecuzione del trend anche a guerra finita (l’Europa si è resa improvvisamente conto di essere priva di un vero esercito e non adeguatamente preparata di fronte ad un’eventuale invasione).
Settori: Sicurezza informatica
Il tema è tornato prepotentemente alla ribalta dopo i numerosi cyber attacchi che hanno colpito i siti governativi di Kiev e dell’offensiva di Anonymus nei confronti dei siti russi. Settore da avere assolutamente in portafoglio (meglio se a pac).
Settori: tecnologia
Chi aveva cantato prematuramente la fine del dominio tecnologico sugli altri settori, sarà costretto a rivedere le proprie convinzioni. Il settore deve rimanere presente e i recenti ribassi possono essere già ritenuti un interessante punto d’ingresso.
Obbligazioni
Maneggiare le obbligazioni in questi mesi è un’attività da fare con estrema attenzione. È un dato di fatto che il settore risenta inevitabilmente in negativo delle prospettive di rialzo dei tassi. Nelle ultime due settimane sono, però, tornate a performare molto bene per effetto del fly to quality (fuga verso la sicurezza), ma il rischio che un’eventuale rapida soluzione del conflitto possa portare ad un calo delle quotazioni è troppo elevato per essere ignorato. Meglio preferire scadenze brevi, tasso variabile e obbligazioni indicizzate all’inflazione (anche se per queste ultime il meglio è già passato). La Cina, con la sua bassa inflazione, una valuta forte e rendimenti reali positivi sui suoi titoli di stato, può essere una scelta molto attraente per la parte obbligazionaria del portafoglio.
Materie prime
Già prima dello scoppio della guerra, le materie prime erano uno dei pochi asset con rendimenti a due cifre in questo difficile 2022. Le tensioni geopolitiche non hanno fatto altro che aumentare i prezzi di quasi tutte le commodity. Opportuno fare una distinzione tra materie prime energetiche e agricole. Le prime forse sono prossime al punto di picco (i contratti a termine del petrolio vengono scambiati a prezzi più bassi rispetto ai contratti a pronti), mentre per le altre si prevedono ancora mesi di tensioni sui prezzi. Non mi aspetto una prosecuzione infinita del trend di rialzo, ma sarebbe sbagliato non averne almeno tra il 5% e il 7% del portafoglio.
Valute
Dollaro, yen e franco svizzero restano le valute rifugio per eccellenza. La diversificazione valutaria è una componente fondamentale di qualsiasi portafoglio e in momenti come questo aiuta ad abbassare la volatilità. In questo momento è bene inserire anche valute meno “note”, quali il renmimbi (la valuta cinese) e quelle dei Paesi legati al rialzo delle materie prime come il dollaro australiano.
Oro
Un altro asset che è tornato prepotentemente alla ribalta in questi giorni è l’oro, il vecchio e caro bene rifugio per eccellenza. Nei manuali di finanza viene suggerito di mantenerlo sempre in portafoglio, una sorta di assicurazione contro i momenti di avversione al rischio. Personalmente il costo che questa copertura ha comportato in termini di rendimento negativo, mi ha portato a non averlo in portafoglio. Per chi pensa che questa tensione internazionale possa durare ancora a lungo, si può pensare di inserirlo.
Bitcoin
Il mondo delle criptovalute merita un discorso a parte (che farò nei prossimi giorni). Per come la vedo io, il Bitcoin ha preso il posto dell’oro nei portafogli di tantissimi investitori. Rimane un asset molto speculativo, ma i recenti eventi hanno riacceso l’interesse intorno a tutte le valute digitali.
Ora, lo so che anche dopo tutta questa analisi, la domanda che vuoi farmi è: “ma allora che faccio? Compro a questi livelli o meglio uscire per evitare guai peggiori?”
La risposta non può che essere “dipende”. Una risposta che nessuno ama, ma che è l’unica risposta sensata che posso darti. Se hai un profilo di rischio elevato, liquidità a disposizione e un adeguato orizzonte temporale, puoi tranquillamente iniziare ad accumulare a questi livelli. La scelta migliore, ma già lo sai, è un bel piano di accumulo su un fondo azionario globale. Vendere è sconsigliabile, soprattutto se riesci ancora a dormire di notte.
Se hai dubbi o interrogativi in merito ai tuoi risparmi, telefonami o scrivimi a filippo@montainafilippo.it, sarà mia cura risponderti nel minor tempo possibile.



