Da Tokyo a Francoforte, passando da New York, le borse in tutto il mondo registrano nuovi record.
Il Giappone, nonostante una fase di recessione tecnica, festeggia dopo oltre trent’anni, il massimo storico del suo indice di borsa. Grazie alla svalutazione dello Yen e alla forte propensione all’esportazione delle sue aziende, il Giappone sta attirando i capitali degli investitori internazionali delusi dalla Cina, la cui borsa è lontana anni luce dai massimi.
In Europa, la Germania, pur trovandosi in un contesto economico di debolezza, sta aggiornando di settimana in settimana i precedenti massimi storici del suo listino azionario. Anche Milano, seppur lontana dal suo massimo storico, sta premiando gli investitori con performances molto generose.
Sul tetto del mondo, ancora una volta, troviamo Wall Street con i suoi magnifici sette. La regina incontrastata di questa cavalcata è senza ombra di dubbio Nvidia, società divenuta il simbolo dell’intelligenza artificiale grazie ai suoi microprocessori e che è salita sul podio delle società a maggior capitalizzazione al mondo dopo Microsoft e Apple. Oggi il valore di Nvidia supera il PIL del Canada e delle quaranta aziende più importanti presenti nell’indice tedesco.
La crescita esponenziale di aziende come ARM, AMD, INTEL e SMC riflette un nuovo eldorado per gli investitori, desiderosi di realizzare “guadagni facili”.
In questo contesto iniziano a manifestarsi condizioni che devono far riflettere gli investitori: Nvidia da sola ha contribuito per oltre il 30% alla performance dello S&P500, l’indice che rappresenta le cinquecento aziende più importanti d’America. Se aggiungiamo Meta, Microsoft e Amazon, queste quattro hanno rappresentato il 60% del risultato complessivo.
Sembra di essere tornati ai tempi della bolla Dot.com, in cui i titoli TMT (Telecom, media e Tech) continuavano a crescere sulla scia della rivoluzione internet.
Ora sono i titoli legati all’intelligenza artificiale a beneficiare di questa euforia collettiva.
La domanda che serpeggia tra le sale operative di tutto il mondo, così come nelle case dei risparmiatori è: il grande successo di queste aziende, può continuare? Si corre a comprare o è meglio aspettare?
Rispondere a questa domanda non è facile e non si può fare con una semplice formula.
Le valutazioni di un’azienda non sono altro che un numero di oggi, il prezzo, rapportato ad una storia di domani, gli utili.
Alcune aziende sono bravissime a raccontare storie e gli investitori spesso si lasciano affascinare dalle idee più accattivanti su quello che potrebbe riservare loro il futuro. In borsa, come nella vita, molto spesso vince la storia migliore.
Molto banalmente, fino a quando ci sarà qualcuno disposto a pagare un certo prezzo per credere nella capacità di persuasione della storia, i prezzi potranno continuare a salire. Più volte ho spiegato come molto di ciò che accade sui mercati è dettato principalmente dalle emozioni. Se si appendesse un cartello con scritto: “in questa scatola potrebbe esserci un’opportunità”, ci sarà sempre qualcuno che vorrà aprire la scatola.
Nel dubbio, il mercato preferisce comprare. Il prezzo per salire su un treno già in corsa sembra essere meno caro del costo dell’eventuale rimpianto per non averlo fatto.
E, tutto sommato, il mercato sta dando ragione agli ottimisti. Nel 2023, i titoli meno cari, quelli che “bisognerebbe comprare perché le valutazioni sono basse”, hanno performato molto peggio rispetto ai titoli cari. E questo inizio 2024 sembra riproporre lo stesso copione.
A mio parere le soddisfazioni per gli investitori non sono ancora arrivate al capolinea. Molti investitori sono rimasti fuori dal mercato e oggi guardano con “INVIDIA” gli amici che raccontano di rendimenti straordinari realizzati con le azioni dell’Intelligenza artificiale. Ma se pensi che il mio parere non sia sufficientemente autorevole, sappi che Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, uno dei più grandi fondi d’investimento al mondo, ha addirittura realizzato un indicatore per determinare quanto sia concreto il rischio bolla. Ebbene, questo indice, basato sull’analisi di sei elementi, ci dice che questo rischio è ancora piuttosto lontano.
Certo, i mercati non possono solo salire e una correzione è statisticamente inevitabile e, per certi versi, auspicabile. Correzioni del 5% avvengono statisticamente ogni quattro mesi mentre correzioni nell’ordine del 10% avvengono, mediamente, una volta all’anno. Solo che non sappiamo quando queste arriveranno e chi decide di restare alla finestra aspettando che si verifichi uno storno prima di entrare nel mercato, non farà altro che perdere delle occasioni.
Inoltre, un investitore che abbia una strategia, dovrebbe già avere in portafoglio titoli azionari del settore tecnologico e non dovrà fare altro che seguire il suo piano senza farsi prendere dall’ansia di incassare questi guadagni a doppia cifra, o dall’euforia di aumentare il comparto all’interno del suo portafoglio.
In conclusione, l’attuale dinamica di mercato offre opportunità uniche, specialmente nel settore dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, è essenziale per gli investitori mantenere un approccio equilibrato e informato, bilanciando l’entusiasmo per le potenziali ricompense con un’adeguata prudenza. La possibilità di una rotazione degli investimenti verso aziende con valutazioni più moderate, potrebbe offrire un percorso di crescita più sostenibile. In un mondo guidato dall’innovazione, l’abilità di discernere tra reali opportunità di crescita e hype momentaneo sarà decisiva.



