Continua la fase di euforia sui mercati, nonostante le banche centrali abbiano deluso le aspettative per un imminente taglio dei tassi per via di un’inflazione che rimane, soprattutto in America, piuttosto “appiccicosa”.
Con i principali listini azionari che continuano a rimanere sui massimi, la domanda che moltissimi clienti mi pongono è se sia giunto il momento di vendere. La tentazione di realizzare un guadagno è insita nella natura umana. Fornisce una gratificazione immediata e allontana il rischio del rimpianto qualora l’andamento del mercato dovesse registrare un’inversione di tendenza e vanificare buona parte di questi guadagni.
Tuttavia, è veramente questa la scelta migliore? La storia ci insegna che non è sempre così.
Uno studio condotto da Schroder sulla performance del mercato azionario americano negli ultimi cent’anni rivela che coloro che hanno resistito alla tentazione di vendere, ignorando le sirene del mercato, hanno ottenuto rendimenti superiori rispetto a quelli che hanno venduto una volta raggiunti i massimi. Questo guadagno è tanto maggiore tanto più si estende l’analisi nel tempo, evidenziando ancora una volta come la visione di lungo termine negli investimenti sia sempre la soluzione migliore.
Tuttavia, attuare questa strategia non è semplice: è più facile credere nel pensiero a lungo termine che praticarlo.
Dire che hai un orizzonte temporale di dieci anni è facile, ma non ti mette al riparo da tutto quello che succederà nei dieci anni successivi. Ci saranno recessioni, sorprese, crolli e mercati orso che metteranno alla prova ogni tua buona intenzione.
Per affrontare questa dura realtà, ti servirà un allenamento mentale da guerriero e un alleato al tuo fianco. A meno che tu non sia dotato di una volontà di ferro, non basterà che sia solo tu a credere nel lungo termine, avrai bisogno che anche le persone al tuo fianco partecipino al viaggio.
Vedila così: il lungo termine non è altro che un insieme di brevi periodi da sopportare.
E se invece di vendere, uno volesse entrare adesso sul mercato? Ci sono, infatti, moltissimi risparmiatori che sono rimasti fuori perché troppo timorosi d’investire, bombardati dalle notizie negative che i mezzi di comunicazione non fanno altro che riportare (ricorda che sono le brutte notizie a catturare la nostra attenzione molto più di quelle belle). Per questi, la decisione su come operare è forse ancora più difficile.
In questo caso il mio suggerimento è di non farsi prendere dall’euforia collettiva e adottare una strategia di ingresso frazionato. Ci sono diversi elementi che inducono a pensare che si possa assistere ad una prosecuzione del rally: primo fra tutto il fatto che le manovre espansive delle banche centrali sono molto probabilmente solo rimandate.
Storicamente, i tagli dei tassi hanno sempre favorito la crescita dei mercati.
Tuttavia, come ho scritto nel precedente articolo (link), il recente rialzo azionario è stato in larga misura concentrato su pochi titoli, soprattutto quelli legati all’intelligenza artificiale.
Una valida strategia potrebbe essere oggi quella di ricercare opportunità in settori rimasti indietro, ma che potrebbero comunque beneficiare del trend dell’intelligenza artificiale o guardare a quei settori più tradizionali che presentano quotazioni non eccessive e business consolidati. I più temerari potrebbero persino prendere in considerazione l’idea di incrementare le posizioni sul mercato asiatico, l’unica area in cui le quotazioni sono decisamente “a sconto”.
In conclusione, quello che succederà sui mercati nell’immediato futuro, nessuno lo sa. Ogni investitore deve restare fedele alla propria strategia, ignorando per quanto possibile le notizie di tutti i giorni che attirano la nostra attenzione per concentrarsi sui principi eterni che garantiscono i migliori risultati nel tempo: pazienza, tenacia e una visione a lungo termine.



